Nella psicopatologia classica le Sindromi Psichiatriche sono davvero numerose ed interessanti.

Nel valutare i pazienti con disturbi mentali, i medici devono spesso ricorrere a una serie di approssimazioni per cercare di identificare sintomi che definiscano una patologia, attuare una diagnsi differenziale e costruire un’ipotesi di trattamento il più possibile adeguato alla persona con cui si sta lavorando.

Tuttavia, ci sono un certo numero di sindromi psichiatriche rare che, pur essendo citata qua e là nelle scuole di medicina, molto raramente vengono incontrate dai clinici e a fatica si riescono a ricondurre a disturbi più comuni. L’insieme delle “annotazioni” che seguiranno sono destinate a rinfrescare i ricordi di sindromi che personalmente ho incontrato raramente o addirittura mai ma che devono essere tenute in mente per avere la possibilità di riconoscerle, diagnosticarle e gestirle, nel caso si presentassero in un paziente. Le condizioni cliniche riportate riguardano fraintendimenti deliranti descritti nella psicopatologia classica; traumi indotti fenomeni mentali che vanno dall’ansia ai fenomeni dissociativi e psicosi; reazioni alle esperienze travolgenti; e fenomeni distinti seguente danni neurologici. Alcune sindromi sono semplicemente una forma molto specifica di psicopatologia più generale e sono gestiti in modo simile alla malattia di riferimento. E’ interessante notare come molti di questi strani disturbi della mente umana abbiano influenzato, direttamente od indirettamente, la trama di film o di libri recenti o del passato a conferma che, almeno a livello aneddotico, la conoscenza della loro esistenza sia circolata tra le persone.

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Sindrome di Capgras: La Sindrome di Capgras, dal nome dello psichiatra francese che l’ha descritta per primo, è un delirio di errata identificazione ed è caratterizzato dal convincimento delirante che una persona, spesso un conoscente, di solito un coniuge o un altro membro stretto della famiglia, sia stato sostituito da un impostore identico alla persona diciamo “originale”. La sindrome Capgras si verifica più spesso nei pazienti con schizofrenia, anche se è stata riportata anche in pazienti con demenza, epilessia, dopo trauma cranico o pazienti bipolari in fase psicotica. Il trattamento necessita una rapida risoluzione dei disturbi di fondo, e di solito comporta l’utilizzo di farmaci antipsicotici, anche se in pazienti affetti da demenza, trattamenti di riabilitazione neurocognitiva e strategie non farmacologiche che diminuiscono la disorganizzazione possono essere d’aiuto.

Sindrome di Fregoli: prende il nome dall’attore italiano Leopoldo Fregoli, che era noto per la sua capacità di fare rapidi cambi di aspetto durante le sue performance; potremmo dire che è l’opposto della sindrome di Capgras. Anche questa sindrome è un delirio di errata identificazione ed è caratterizzato dalla credenza delirante che persecutori o persone familiari possono assumere le sembianze di estranei, e che quindi diverse persone siano in realtà una sola persona che cambia il suo aspetto o che appare sotto mentite spoglie. Come nella sindrome di Capgras, anche la sindrome di Fregoli si verifica più spesso nei pazienti con schizofrenia o in altre condizioni psicotiche organiche o meno, anche se è stata riportata anche in pazienti con epilessia. Medesimo discorso anche per il trattamento che di solito comporta farmaci antipsicotici, e interventi di riabilitazione psicologica.

Delirio di Cotard: La sindrome di Cotard è uno specifico delirio nichilistico che prende il suo nome da Jules Cotard, un neurologo francese, che per primo nel 1880 descrisse la condizione, che egli chiamò “le délire de négation” (“delirio di negazione”). La persona interessata sostiene la convinzione delirante che lui o lei sia già morto, o non esista più, o addirittura sia in putrefazione o abbia perso tutto il suo sangue o degli organi interni. Questo curioso quadro sintomatologico è osservato per lo più nei pazienti con depressione psicotica (depressione melanconica o bipolare) o disturbi schizoaffettivi fortemente connotati da affettività depressiva ed è gestito concentrandosi sul trattamento del disturbo affettivo (in che modo? in letteratura non si trova una risposta definitiva).

Paramnesia Reduplicativa: consiste nella convinzione delirante che un luogo od una posizione siano stati duplicati, in quanto ne esisterebbero due o più versioni contemporaneamente, oppure che un posto conosciuto dal paziente sia stato “trasferito” ad un altro sito. Anche questo disturbo è di fatto una versione del doppio della sindrome Capgrasma che non fa riferimento ad una persona, ma ad un luogo famigliare, spesso la propria casa. Il termine “Paramnesia Reduplicativa” fu usato per la prima volta dal neurologo Arnold Pick nel 1903 per descrivere una condizione in un paziente con sospetta malattia di Alzheimer.

Delirio della Mano Aliena: si tratta della falsa convinzione che una delle nostre due mani non appartenga a noi stessi, ma che abbia una sua vita autonoma. La persona che ne è afflitta ritiene che la mano, pur essendo una parte del suo corpo, agisca in modo autonomo, ed abbia “una volontà propria”. In effetti, questi pazienti hanno perso il “senso di prprietà” associato al movimento mirato dell’arto, pur mantenendo un senso di “appartenenza” dell’arto. Chi ne soffre spesso personifica l’arto estraneo, credendo di essere “posseduto” da uno spirito o da un’entità che essi possono nominare o identificare. Vi è una netta distinzione tra i comportamenti delle 2 mani in cui la mano interessata dal delirio è vista come “ribelle” mentre la mano inalterata è sotto normale controllo volontario. Sembra che abbia spesso origine da danni neurologici e che riguardi quei pazienti che hanno subito danni al corpo calloso e che abbiano sviluppato, più in generale, una “aprassia ideomotoria.” La Sindrome della Mano Aliena è quindi spesso associata ad ictus o altri danni cerebrali traumatici, non solo del corpo calloso, ma anche delle aree frontali e dei lobi parietali. Non è infrequente trovare quadri deliranti simili in condizioni di patologia schizofrenica o di psicosi associate all’uso di sostanze psicodislettiche (ad es. LSD).

Sindrome di Todd: detta anche “Delirio di Alice nel paese delle meraviglie”, è una condizione neurologica in cui il senso di consapevolezza del corpo, dello spazio, o del tempo di un paziente risultano profondamente distorti. Chi ne soffre può sperimentare micropsia o allucinazioni lillipuziane, macropsia, o altre distorsioni sensoriali, tra cui alterato senso della velocità. Il sintomo più importante, e spesso più preoccupante, è che anche l’immagine del proprio corpo risulta alterata: il malato troverà che è confuso rispetto alla dimensione ed alla forma di una o più parti del suo corpo. Questi sintomi possono essere allarmanti, causando paura e panico. Queste distorsioni possono ripresentarsi più volte al giorno. Questo disturbo è spesso associato con emicranie, tumori cerebrali, o l’uso di sostanze psicoattive, e può anche essere presente come segno iniziale dell’infezione da virus di Epstein-Barr o di altre infezioni.Anche in questo caso la diagnosi differenziale tra patologia psichica ed organica sarà la base del trattamento.

Sindrome di Gerusalemme: La sindrome di Gerusalemme è caratterizzata da fenomeni mentali che includono la presenza di ideazione religiosa bizzarra, tematiche ossessive, deliri, o altre esperienze simil-psicotiche che sono “attivati da-” o che “conducono a-” una visita alla città di Gerusalemme. Esso non si limita ad una religione specifica. Questa sindrome avrebbe la strana caratteristica di risolversi spontaneamente dopo poco tempo che il paziente viene allontanato dalla città di Gerusalemme. Approcci psicologici basati sui sintomi e la rapida interruzione dei farmaci antipsicotici eventualmente utilizzati dopo la cessazione della psicosi in quelle persone a cui è stato necessario il trattamento antipsicotico vanno considerate. Considerare anche questo strano sintomo come l’esordio di una schizofrenia.

Sindrome di Parigi: la sindrome di Parigi è uno stato insolito esclusivo dei cittadini giapponesi che soffrono di un crollo mentale mentre si visita la famosa capitale francese, ma è stato anche osservato in turisti giapponesi che visitano la Francia o la Spagna in generale (in Italia? non mi risulta sia mai stata rilevata…). Sembra rappresentare una grave forma di shock culturale che può esprimersi in molte forme diverse, tra cui i sintomi fisici ed emotivi di ansia, derealizzazione, depersonalizzazione, così come stati deliranti acuti, idee persecutorie e allucinazioni. Secondo le statistiche, peraltro poco aggiornate, dei circa 6 milioni di turisti giapponesi che visitano la città ogni anno, a circa 12-24 di essi capita di soffrire di questa condizione patologica. Di solito, le persone con la sindrome di Parigi non hanno una storia psichiatrica. Ipotesi sul perché i giapponesi siano colpiti riguardano la loro supposta suggestionabilità, l’idealizzazione del luogo, ed il confronto con molto diverse abitudini culturali ed una forte barriera linguistica. La stanchezza fisica e mentale per il lungo viaggio sono stati sospettati come trigger. Approcci psicoterapeutici e di sostegno devono essere usati, ed eventuali condizioni di comorbidità devono essere identificate e gestite in modo appropriato.

Amnesia e Fuga dissociativa: è una condizione caratterizzata dalla incapacità di ricordare informazioni autobiografiche, in particolare quella relative ad uno specifico evento recente spesso traumatizzante. Le fughe di solito sono precipitati da un forte stress emotivo o fisico o episodio stressante e sono stati osservati nel contesto di gravi traumi psicologici o fisici, l’ingestione di sostanze psicotrope, condizioni mediche generali o talune condizioni neuropsichiatriche, tra cui il disturbo bipolare, depressione, delirio e la demenza. Approcci psicoterapeutici e di sostegno devono essere usati, e le condizioni di comorbidità devono essere identificate e gestite in modo appropriato.

Sindrome dell’accento straniero: La sindrome dell’accento straniero è una malattia rara per cui qualcuno parla la propria lingua madre come se avessero un accento straniero o di un’altra regione della propria nazione. Questa sindrome di solito segue un trauma cranico, un  ictus che colpisce il centro del linguaggio del cervello o riguarda un disturbo di personalità.

Sindrome di Stoccolma: è caratterizzata da una reazione psicologica che si può osservare in un soggetto vittima di sequestro, violenza od abuso, nel quale si sviluppino segni di simpatia, lealtà, o anche rispetto volontario con colui che ha generato la sofferenza (“simpatia per il proprio carnefice”), a prescindere dal rischio che ciò comporti. La sindrome ha spesso riguardato gli ostaggi di rapimento, ma è stata descritta anche in relazione allo stupro,  gli abusi sui minori a rapporti sadici tra coniugi nel quale la parte lesa rifiuta di sottrarsi alla sofferenza ed anzi stima il proprio carnefice. Può essere intesa come una grave forma di formazione reattiva. Deriva da un evento realmente accaduto: una rapina in banca nel 1973 a Stoccolma, in Svezia, in cui gli ostaggi divennero emotivamente attaccati ai loro sequestratori. Hanno anche difeso i loro rapitori dopo che sono stati liberati, rifiutando di testimoniare contro di loro. Un famoso esempio di sindrome di Stoccolma è quello di Patty Hearst, la figlia di un milionario che fu rapita nel 1974 e successivamente ha partecipato a una rapina organizzata da lei e il suo rapitore. Come in tutti i casi di gravi traumi, approcci psicoterapeutici e di sostegno devono essere usati, e le condizioni di comorbidità devono essere identificate e gestite in modo appropriato.

Sindrome di Lima: pur non potendo essere considerata una condizione patologica vera e propria, è l’inverso esatto della sindrome di Stoccolma. In questo caso, sequestratori o carnefici diventano sintonici con i desideri e le esigenze degli ostaggi o delle vittime. Il nome deriva da un evento del 1996: quattordici membri del Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru presero diverse centinaia di diplomatici e personalità politiche in ostaggio ma, nel giro di pochi giorni, i militanti avevano liberato la maggior parte dei prigionieri, con apparente noncuranza per la loro importanza, compreso il futuro presidente del Perù, e la madre dell’attuale presidente.

Sindrome di Stendhal: prende il nome dal famoso autore francese del 19 ° secolo, Stendhal, che ha descritto la sua esperienza conquesto fenomeno durante la sua visita a Firenze, l’Italia, nel 1817, quando aveva 34 anni. Essa è caratterizzata da tensione/ansia fisica ed emotiva fino al livello di un attacco di panico, esperienze dissociative, confusione ed allucinazioni quando un individuo è esposto all’arte. La sindrome è di solito scatenata da un’opera d’arte che viene percepita come particolarmente bella o quando l’individuo è esposto a grandi quantità di arte che sono concentrate in un unico luogo. Il termine può anche essere applicato anche quando una persona si confronta con immensa bellezza nel mondo naturale. Di solito, la sindrome di Stendhal è auto-limitata e non è seguita da postumi gravi. Non sono necessari interventi al di là di misure di sostegno psicologico.

Sindrome di Diogene: è una condizione caratterizzata da un’estremo auto-abbandono, ritiro sociale, mancanza di vergogna, apatia, e accaparramento compulsivo di rifiuti. Si trova principalmente negli anziani ed è associata con demenza progressiva. La sindrome prende il nome dal filosofo greco Diogene di Sinope che era un cinico e minimalista. La sindrome è in realtà un termine improprio perché Diogene non era noto essere persona dedita ad accumulare rifiuti o trascurare la propria igiene.

Sindrome di Munchausen: detta anche disturbo fittizio, deriva dalla figura mitica del Barone von Munchausen (1720-1797), un ufficiale tedesco del 18° secolo che era noto per abbellire le storie della sua vita con bugie colossali. Il disturbo fittizio comporta la falsificazione dei segni fisici o psicologici o sintomi di malattia senza una apparente ragione solo per poter entrare in contatto con l’ambiente sanitario (medici ed infermieri). Si può avere, per ragioni simili, la Sindrome di Munchausen “by proxy” (“per procura”) in cui un famigliare, spesso la madre, genera sintomi nel figlio usando anche metodiche pericolose (ad esempio causando volontariamente infezioni o lesioni). Apotemnofilia: si tratta di un disturbo neuro-psichiatrico durante il quale una persona ha il desiderio travolgente di amputare parti sane del suo corpo. In casi estremi, chi soffre di questa sindrome può chiedere ad altri di farlo per loro (ad esempio chirurghi). L’Apotemnofilia sembra essere correlata ad un danno del lobo parietale quando è correlata a patologie tumorali o traumatiche. Altre condizioni a causare questa sindrome sono i disturbi di personalità gravi ed ha valenza erotica o sessuale perversa.

Sindrome di Ikikomoro (o di “Hikikomori”): Finora se ne era sentito parlare solo in Giappone. Si tratta di un fenomeno legato alla dipendenza da internet e sembra essere presente anche in occidente. Si tratta di giovani pazienti appartenenti ad una fascia d’età compresa fra i 15 e i 21 anni che rifiutano qualsiasi rapporto umano, passando le loro giornate chiusi in camera a navigare su internet o a giocare a video giochi, non vanno a scuola, non hanno amici, non hanno rapporti con nessun essere umano anche per anni. Significherebbe letteralmente “stare in disparte, isolarsi”, dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi” ed è un termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento. Tali scelte sono causate da fattori personali e sociali di varia natura. Tra questi la particolarità del contesto familiare in Giappone, caratterizzato dalla mancanza di una figura paterna e da un’eccessiva protettività materna, e la grande pressione della società giapponese verso autorealizzazione e successo personale, cui l’individuo viene sottoposto fin dall’adolescenza. Il termine hikikomori si riferisce sia al fenomeno sociale in generale, sia a coloro che appartengono a questo gruppo sociale.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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