La Sindrome del sopravvissuto è una condizione psicologica che insorge nelle persone che non muoiono dopo eventi catastrofici.

Quando eventi di eccezionale gravità comportano un gran numero di morti, accade sempre che tra i sopravvissuti si manifesti la Sindrome del Sopravvissuto, ovvero una sorta di trauma psichico legato alla buona sorte ed alla sngosciosa domanda: “Perchè gli altri sono morti ed io no?”

E’ accaduto, ad esempio, dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York nel 2001, oppure dopo la strage di Orlando del Giugno 2016. Moltissime persone che sono sopravvissute a questi eventi, gradualmente nei giorni che seguono, sviluppano una sorta di ideazione prevalente legata al senso di colpa di essere riusciti a sopravvivere mentre molti altri hanno avuto una sorte ben peggiore. Per alcuni versi questa condizione psicologica di marcato disagio potrebbe essere assimilabile ad una variante del Disturbo Post-Traumatico da Stress con il quale potrebbe condividere anche il trattamento.

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Come si manifesta la Sindrome del Sopravvisuto? I primi studi sull’argomento risalgono agli anni seguenti. la seconda Guerra Mondiale, quando i sopravvissuti ai Lager Nazisti iniziarono ad esprimere dei disagi psicologici legati ad una sorta di forte senso di colpa che condizionava il loro funzionamento sociale. I sintomi più frequenti sono il ritiro dalla vita sociale, sentimenti di inadeguatezza, tendenza a rivivere gli eventi che hanno generato il trauma e sviluppo di disturbi depressivi o d’ansia.

Questi sintomi possono colpire circa il 25% delle persone vittime di eventi drammatici con esordio sino a 3 mesi dopo. I vissuti psicologici della persona che ne soffre sostanzialmente si riferiscono al suo sentirsi in colpa per la “buona sorte” avuta, per il sentire di vivere una situazione di privilegio a spese degli altri che erano presenti. Spesso si ha la percezione di non essere riusciti a fare abbastanza per far evitare agli altri la catastrofe e le sue conseguenze. Certamente sono sensazioni non sono aderenti alla realtà e le vittime di questo disagio in fin dei conti lo sanno, ma sono ugualmente bloccate in questo stato mentale. È un disturbo che, se non riconosciuto e trattato adeguatamente, può durare anni.

Come si cura questa Sindrome? La terapia più indicata è una combinazione di psicoterapia ad indirizzo cognitivo-comportamentale oppure la EMDR, insieme all’utilizzo di farmaci SSRI, sempre sotto controllo di uno specialista che attui una adeguata diagnosi.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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