Per prima cosa vi dico
chi sono...
Iniziamo dicendo chi sono. Io mi chiamo
Valerio Rosso, sono un medico specialista
in psichiatria e psicoterapeuta, e ho fumato sigarette
per circa 15 anni. Nessun altro vizio, credetemi, solo
il tabagismo ma è stato più che sufficente per farmi
sperimentare cosa sia una vera dipendenza da sostanze.
Le sigarette, all'inizio della "carriera di fumatore",
sembrano la cosa più innoqua del mondo: ho continuato a
fare sport a buoni livelli, mi hanno aiutato nelle
lunghe notti di studio, permettono di socializzare,
danno un "immagine" qualunque essa sia, contribuiscono a
mantenere un basso peso corporeo e così via. Solo dopo
diversi anni ho capito cosa mi stava succedendo ed era
ormai tardi per una soluzione semplice del tipo "...ora
smetto, stop!".
Alla luce degli enormi e documentati rischi del fumo sulla
salute fisica e visto che il mio livello di salute iniziava
a risentire del tabagismo, ho iniziato innumerevoli
tentativi più o meno disorganizzati per tentare di
interrompere questo inesorabile vizio che stava diventando
sempre meno "piacere" e sempre più angosciosa
preoccupazione. Dopo i fallimenti prevedibili ho deciso di
iniziare a studiare il problema come medico, oltre che come
tabagista.
A qualche risultato sono arrivato alla fine! Appoggiandomi
alle esperienze di molti centri antitabacco nel mondo, alla
letteratura internazionale sull'argomento ho unito queste
conoscenze in un mio metodo personale che ha funzionato su
di me e che mi ha permesso di aiutare diversi miei
pazienti.
Lo scopo di questo sito, collegato al mio personale
www.valeriorosso.com, è quello di condividere informazioni
sul fumo in maniera comprensibile a tutti nella speranza di
far nascere in voi fumatori la motivazione per dire "STOP
AL TABACCO" ed iniziare una nuova vita più serena ed in
salute. Buona lettura!
Introduzione
Il tabagismo, meglio conosciuto come fumo, è l'atto di
bruciare le foglie secche della pianta del tabacco e
inalare il fumo derivato per piacere, per fini rituali,
come abitudine o dipendenza. La pratica era comune tra i
Nativi Americani sia del nord che del sud America e fu in
seguito introdotto anche nel resto del mondo per via
commerciale dopo l'esplorazione delle Americhe da parte
degli Europei.
Il fumo di tabacco contiene nicotina, uno stimolante che
crea dipendenza e che migliora temporaneamente la memoria,
l'umore e la velocità di riflessi, ma genera anche una
forte dipendenza chimica, sia fisica che psicologica. La
nicotina, come tutti gli stimolanti, può anche aumentare
l'ansia, la difficoltà nel riposo e i disturbi al sistema
metabolico. Ricerche mediche hanno determinato che il fumo
è uno dei maggiori fattori che contribuiscono a provocare
problemi di salute, specialmente il tumore al polmone,
l'enfisema, le malattie cardiovascolari, e diverse altre
forme tumorali e patologiche. Molti paesi, inclusa
l'Italia, regolano o limitano la vendita di tabacco, la
libertà di fumare in luoghi pubblici e nelle confezioni dei
vari derivati del tabacco è richiesto l'inserimento di
avvisi riguardo ai rischi connessi al consumo. E' da
ricordare che allarmanti dati recenti indicano come il fumo
passivo sia causa di un numero per niente irrilevante di
patologie.
Breve
Storia Del Tabacco
Il tabacco è stato uno dei "regali" provenienti dalla
scoperta del continente Americano. I popoli originari del
continente americano erano abituati a fare uso di tabacco
prima dello sbarco dei colonizzatori europei. Ben presto
questi ultimi impararono a fumare ed esportarono la pratica
in Europa, dove divenne in breve tempo enormemente
popolare. Dato che assunto in dosi molto elevate, il
tabacco provoca effetti di tipo allucinogeno, i nativi
americani non lo usavano per scopi ricreativi, ma per
provocare stati di trance a scopo rituale e religioso:
questa pratica era generalmente riservata ad esperti
sciamani o guaritori. Oltre a fumarlo, queste popolazioni
usavano il tabacco anche in altri modi: veniva mangiato
fresco appena raccolto, se ne otteneva un succo da
consumare come bevanda, oppure era impiegato per scopi
curativi. I primi missionari condannarono spesso gli
effetti del tabacco così, man mano che la loro opera di
evangelizzazione si spingeva verso l'interno del
continente, il suo uso a scopi magico-rituali finì per
ridursi molto. Tuttavia ancor oggi l'impiego di tabacco a
scopi religiosi è diffuso tre le popolazioni indigene,
specialmente in Sudamerica.
Con l'arrivo degli Europei, il tabacco divenne uno dei più
importanti prodotti del nuovo mondo e fornì una forte
spinta per la colonizzazione dell'America meridionale molto
prima che gli Stati Uniti venissero fondati. In seguito, la
volontà di aumentarne la produzione provocò una forte
espansione coloniale, causa dei primi conflitti con gli
Indiani, e divenne una delle principali motivazioni per lo
sfruttamento del lavoro di schiavi africani nelle
piantagioni.
Nel 1609 nella colonia di Jamestown in Virginia arrivò John
Rolfe, che è considerato il primo ad essere riuscito a
coltivare con successo tabacco per scopi commerciali in
quelle zone. A quell'epoca, il tabacco coltivato in
Virginia era della specie Nicotiana Rustica ed il suo
sapore non era gradito dai consumatori europei, ma Rolfe
aveva portato con sé dalle isole Bermuda alcuni semi di
Nicotiana tabacum. Poco dopo il loro arrivo sua moglie morì
ed egli sposò in seconde nozze Pocahontas, la figlia del
capo indiano Powathan. Gli altri coloni non si dedicavano
alle piantagioni di tabacco ma Rolfe, grazie alla nuova
varietà che aveva introdotto, riuscì a fare fortuna
coltivandolo nella sua tenuta di Varina ed esportandolo.
Quando partì alla volta dell'Inghilterra con Pocahontas era
un uomo ricco. Tornato a Jamestown, in seguito alla morte
della moglie in Europa, continuò a dedicarsi al
miglioramento della qualità del tabacco. Entro il 1620
riusciva ad inviare in Inghilterra circa 18 tonnellate di
prodotto all'anno e quando nel 1622 John Rolfe morì,
Jamestown stava prosperando grazie alla produzione di
tabacco e la sua popolazione raggiungeva le 4000 persone.
La necessità di manodopera nelle piantagioni aveva spinto
ad importare nella colonia i primi schiavi neri nel 1619.
L'introduzione e l'importazione del tabacco incontrarono
una certa resistenza e furono causa di controversie fin dal
XVII secolo. Il re d'Inghilterra Giacomo I nel 1604 scrisse
un famoso libello intitolato A Counterblaste to Tobacco
("Una forte opposizione al tabacco" pubblicato però solo
nel 1672). Nel suo saggio il re denunciava l'uso di tabacco
come "un'abitudine spiacevole per l'occhio, odiosa per il
naso, nociva per il cervello, pericolosa per i polmoni, e
che per le sue nere e puzzolenti esalazioni ricorda
l'orribile fumo che proviene dal pozzo senza fondo dello
Stige". Nello stesso anno in Inghilterra entrò in vigore
uno statuto che imponeva pesanti dazi doganali per
l'importazione di ogni libbra di tabacco.
Il tabacco continuò tuttavia a rappresentare un'autentica
miniera d'oro per le colonie della Virginia e del Nord e
Sud Carolina per tutti i secoli diciassettesimo e
diciottesimo. Ampi magazzini stipati di tabacco occuparono
la zona nei pressi dei moli delle nuove fiorenti cittadine
coloniali come Richmond e Manchester, poste all'inizio
della parte navigabile del fiume James, e Petersburg sul
fiume Appomattox.
Fino al 1883 le accise sul commercio del tabacco
rappresentarono un terzo di tutte le tasse raccolte dal
governo degli Stati Uniti.
Trattandosi di un tipo di coltivazione estremamente
remunerativa, il tabacco è stato oggetto di numerose
attenzioni da parte della ricerca biologica e genetica. Il
disastroso impatto economico provocato dalla comparsa della
"malattia del mosaico del tabacco" fu la spinta che
condusse all'isolamento del relativo virus, il primo virus
in assoluto ad essere identificato: una fortunata
coincidenza volle che si trattasse di un virus tra i più
semplici e che si auto-assemblasse a partire da acido
nucleico purificato e proteine, ed in questo modo la
scienza fu aiutata a fare rapidi progressi nel campo della
virologia. Nel 1946 a Wendell Meredith Stanley fu assegnato
il Premio Nobel per la chimica grazie ai suoi studi su
questo virus.

