Dati Statistici
Il tabacco provoca più decessi di alcol, aids, droghe, incidenti stradali e omicidi messi insieme. Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco in Italia dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. In Veneto fuma il 20% della popolazione, un dato che posiziona la Regione al di sotto della media nazionale che è pari al 24,1% (ISTAT,2001). 
Il nostro Paese si sta impegnando attivamente per far fronte a tale fenomeno definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità “Nuova epidemia” (oltre 4 milioni di morti all’anno nel mondo). Tra gli ultimi provvedimenti, l’Antitrust ha dichiarato ingannevoli le diciture “light e leggere” sui pacchetti di sigarette in quanto non sono meno pericolose delle altre e, a partire dal 30 settembre 2003, in recepimento di una Direttiva Europea, tali scritte sono state vietate. Inoltre, per limitare l’approvvigionamento di tabacchi lavorati ai minori, a partire dal 1° gennaio 2004, i self service di sigarette sono inagibili dalle 7 alle 21. Lo ha stabilito, su richiesta del Ministero della Salute, una circolare dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di stato.
Anche in Italia, poi, come in altri Paesi dell'Unione Europea, dal 10 gennaio 2005 è stop al fumo in bar, ristoranti e altri luoghi pubblici di svago e di lavoro con l’obiettivo di tutelare la salute dei non fumatori (Legge n. 3/2003).
Da un'indagine della Doxa pubblicata nel 2005 risulta che in Italia il 29,2% della popolazione adulta (di 15 anni ed oltre) dichiara di essere fumatore (il 35% dei maschi e il 23,8% delle donne). Il 29% fuma sigarette e lo 0,2% fuma esclusivamente pipa o sigari. I fumatori si dividono in due gruppi di pari dimensione secondo il consumo medio quotidiano di sigarette: il 14,1% dichiara di fumare in media meno di 15 sigarette al giorno e il 14,6% di fumare 15 o più sigarette al giorno. Gli ex fumatori sono il 16,6% del campione (il 25,4% dei maschi e l'8,4% delle femmine) mentre coloro che dichiarano di non essere mai stati fumatori sono il 54,3% del campione (il 39,6% dei maschi e il 67,8% delle femmine).
La stessa indagine DOXA ha messo in evidenza che fra i giovani di 15-24 anni i fumatori correnti sono il 28.2% dei maschi  (rispetto al 32.6% del 2004) e il 21% delle femmine vs il 26.7% dell’anno precedente. In tale studio, se da un lato i dati sui giovani sono ancora molto alti in percentuale, dall’altro però il trend sembra essere positivo, con un calo dei giovani fumatori dal 34.1% del 2001 al 29.1% del 2002 al 26.8% del 2003. Nel Veneto i dati ISTAT 2001 rilevano che tra i 15 ed i 24 anni il 23,1% (29,6% dei maschi e il 16,6% delle femmine) è fumatore, mentre dai 25 ai 34 anni la percentuale sale al 25,1%.
La ricerca “Health Behavior in School-aged Children” (HBSC, 2001-2002) sui comportamenti legati alla salute in ragazzi di età scolare (11-13 e 15 anni), uno studio promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha coinvolto 36 nazioni di tutto il mondo, tra cui l’Italia con la Regione del Veneto, mette in evidenza che il 38,6% del campione veneto dichiara di aver provato a fumare e che vi è un aumento della sperimentazione con l’aumentare dell’età: a quindici anni oltre il 60% sia dei maschi che delle femmine ha provato a fumare una sigaretta. Inoltre, si osserva che tra i più giovani (undicenni-tredicenni) vi è una netta prevalenza maschile nella sperimentazione, mentre con il passare del tempo tale differenza si attenua. L’età media della prima sigaretta si attesta intorno ai dodici anni e mezzo.