­La Clozapina è stato il primo  antipsicotico atipico sviluppato, in questo articolo divulgativo si parlerà della storia della Clozapina, delle sue caratteristiche uniche, del suo utilizzo clinico e verranno riportate informazioni utili ai pazienti che sono trattati con la Clozapina.

Ad oggi sono presenti molti nuovi farmaci antipsicotici sul mercato ma, nonostante ciò, la Clozapina riveste ancora un ruolo di assoluto rilievo nella terapia della Schizofrenia, in particolare nelle forme resistenti ad altri trattamenti. Dato che la Clozapina ha dimostrato in molti studi di essere superiore a molti farmaci in termini di efficacia, perché non si usa più spesso ed anche nelle forme di Schizofrenia più lievi e non resistenti ad altri trattamenti? Questa e molte altre informazioni nel corso della lettura dell’articolo…

Breve Storia della Clozapina

La Clozapina è stata sintetizzata dall’azienda Wander AG, un’industria farmaceutica svizzera, ispirandosi alla formula di struttura dell’Imipramina, un antidepressivo triciclico. I primi test sugli esseri umani, nel 1962, vennero considerati un fallimento; succesive sperimentazioni cliniche in Germania nel 1965 e nel 1966, al contrario, diedero risultati molto promettenti.

Nel 1967 la Wander AG venne acquisita dall’azienda Sandoz la quale commercializzò la Clozapina in Svizzera ed Austria nel 1972 con il nome commerciale di Leponex©, due anni dopo il farmaco fece ingresso anche sui mercati della Germania e della Finlandia. Nel 1975, quando la Clozapina era in procinto di essere testata anche per il mercato USA, si diffusero i primi report legati all’effetto collaterale dell’agranulocitosi che causò la morte di alcuni pazienti trattati: in conseguenza di ciò la commercializzazione del farmaco venne bloccata.

Solo nei primi anni ’80, quando numerosi studi dimostrarono la netta superiorità della Clozapina nel trattamento della Schizofrenia, il farmaco benne re-introdotto sul mercato con l’obbligo di attuare regolari esami emocromocitometrici ai pazienti trattati per monitorare precocemente eventuali casi di granulocitopenia, interrompendo nel caso il trattamento.

Nel corso degli anni la sicurezza, se monitorati i parametri ematici, e l’efficacia della Clozapina ha permesso al farmaco di essere sempre più utilizzato nel trattamento delle forme di  Schizofrenia resistenti.

 

Informazioni di Base sulla Clozapina

Il meccanismo di azione della Clozapina è, di fatto,non noto, ed allo stesso modo è misterioso il meccanismo tramite il quale la Clozapina provoca l’agranulocitosi in un gruppo di pazienti trattati.

La Clozapina è, chimicamente, una Dibenzodiazepina strutturalmente affine alla Loxapina. E’ un antipsicotico atipico poichè blocca i recettori per la Serotonina e per la Dopamina. Il dosaggio massimo, secondo il foglio illustrativo italiano, consiglia di non superare i 600 mg al giorno. Clozapina è antagonista sui recettori dopaminergici D1 e D4 e su quelli serotoninergici 5-HT2. La sua azione di antagonista riguarda allo stesso modo i recettori adrenergicicolinergici ed istaminergici.

I dati importanti da ricordare al riguardo delle indicazioni sull’utilizzo della Clozapina sono i seguenti:

  • In Italia e nel Mondo c’è concordanza sul fatto che la Clozapina può ottenere benefici laddove altri antipsicotici non abbiano avuto successo; in Italia la Clozapina ha la sola ed unica indicazione del trattamento della Schizofrenia resistente ad altri farmaci.
  • Negli USA la Clozapina viene prescritta anche seguendo l’evidenza della capacità del farmaco di diminuire il rischio suicidario nei pazienti schizofrenici.
  • Ci sono evidenze che indicano come la Clozapina possa diminuire il rischio di abuso di sostanze nei pazienti affetti da schizofrenia.
  • Molti altri sono gli utilizzi off label del farmaco sebben non sempre avallati da adeguati studi.

 

Il più importante effetto collaterale della Clozapina: l’Agranulocitosi

Per attuare un trattamento con Clozapina in sicurezza diventa necessario un attento monitoraggio ematologico per non incorrere nel problema dell’agranulocitosi: secondo il consiglio del medico specialilsta, sarà opportuno sottoporsi ad un controllo settimanale del sangue nelle prime 18 settimane per rilevare il livello dei globuli bianchi, dato che la pericolosità dell’agranulocitosi è dovuta al fatto che nelle prime fasi del suo manifestarsi non vi sono segni o sintomi evidenti, ma solo alterazioni degli esami ematici; dopo le prime settimane il rischio di sviluppare agranulocitosi diventa molto più basso per cui ci si può sottoporre ad un solo controllo del sangue al mese.

E’ bene sottolineare che, se presa in tempo, l’agranulocitosi non è mai pericolosa, dato che la semplice sospensione del farmaco e la sostituzione dello stesso con altro antipsicotico ripristinerà l’eventuale alterazione del sangue causata dal farmaco. Inoltre solo una percentuale bassa dei pazienti trattati con Clozapina sviluppa questo effetto collaterale.

 

Altri Effetti Collaterali frequenti durante il Trattamento con Clozapina

Se escludiamo il grave problema dell’agranulocitosi, che è comunque perfettamente controllabile mediante un semplice prelievo del sangue, la Clozapina ha una tollerabilità tutt’altro che bassa, se paragonata agli altri farmaci antipsicotici. Inoltre alcuni effetti collaterali, frequenti con molti neurolettici, come gli EPS (Effetti Collaterali ExtraPiramidali) e l’aumento della Prolattina, sono molto meno frequenti. Tra gli effetti collaterali più comuni durante il trattamento con Clozapina abbiamo:

  • Scialorrea, ovvero l’aumento di salivazione, persistente e soprattutto durante la notte
  • Possibilità di avere un aumento dell’appetito, con aumento di peso se la persona non controlla l’introito calorico tramite una dieta
  • Nelle primissime fasi del trattamento possono verificarsi effetti collaterali cardiovascolari quali tachicardia (=aumento della frequenza del battito del cuore), ipotensione (ovvero bassa pressione arteriosa) e più raramente ipertensione (ovvero alta pressione arteriosa)
  • Aumento della sudorazione (iperidrosi)
  • Altri problemi meno frequenti possono manifestarsi: chiedete sempre al vostro medico-psichiatra per sapere come fare ad affrontarli.

 

Ancora qualche raccomandazione…

Alla Clozapina non vanno mai associati tutti quei farmaci che, a loro volta, aumentano il rischio di agranulocitosi: cloramfenicolo, cotrimoxolo sulfamidici, analgesici, pirazolici, penicillamina, carbomazepina, ticlopiolina ed agenti antineoplastici.

Infine vi ricordo che può essere pericoloso associare alla Clozapina l’alcool, le droghe, le benzodiazepine, gli antistaminici, gli anticolinergici, gli antidepressivi.

La Fluvoxamina, inibendo il metabolismo della Clozapina, ne aumenta i livelli plasmatici; la Carbamazepina, al contrario, ne diminuisce i livelli plasmatici.

 

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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