Rimane difficile, per molti, comprendere come sia possibile gestire lo Stress, migliorare il tuo Umore o addirittura coadiuvare il trattamento dei Disturbi d’Ansia o Depressivi mediante la manipolazione del Microbiota Intestinale.

D’altra parte una vera e propria esplosione di studi che riguardano la connessione tra la Flora Batterica Intestinale (Microbiota) ed il Cervello, sta mostrando che tutto ciò ha serie fondamenta scientifiche.

La disciplina che si occupa di questa nuova area della Psichiatria si chiama Psicobiotica.

Ma come è possibile modificare il Microbiota Intestinale? Sembra verosimile che alcuni Probiotici possano funzionare come veri e propri Psicobiotici, ovvero colonizzare la Flora Batterica Intestinale in maniera tale da influenzare le funzioni della nostra mente.

 Che cosa sono gli Psicobiotici?

Gli Psicobiotici sono, di fatto, una sottocategoria di Probiotici e quindi si tratta di ceppi specifici di organismi batterici viventi i quali, se ingeriti in quantitativo sufficiente, producono effetti positivi su alcuni sintomi di psicopatologia (1).

Questa definizione, coniata nel 2013, potrebbe risultare troppo limitante sulla base dei recenti sviluppi della Psicobiotica, la scienza che studia la connessione tra Microbiota Intestinale e Fenomeni Mentali: in particolare non solo i pazienti che soffrono di Disturbi d’Ansia o di Depressione possono giovarsi dell’utilizzo degli Psicobiotici ma anche le persone sane possono avere effetti benefici e preventivi (2). Chiunque soffra di Stress Cronico, umore basso o sintomi d’ansia sottosoglia o abbia disposizione a sviluppare dei disturbi correlati a questi “tratti” potrebbero giovarsi degli Psicobiotici.

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Come agiscono gli Psicobiotici sulla Mente Umana?

Iniziamo con il dire che questi Probiotici in grado di modificare alcune funzioni mentali agiscono grazie alla loro capacità di produrre vari composti biologicamente attivi come ad esempio alcuni Neurotrasmettitori. Alcune molecole come l’Acido Gamma-Ammino-Butirrico (GABA), la Serotonina, Catecolamine ed Acetilcolina possono essere prodotti da alcuni ceppi batterici intestinali (3). Quando questi Neurotrasmettitori vengono prodotti all’interno dell’intestino, possono agire su alcune cellule dell’epitelio intestinale interno inducendole a rilasciare delle molecole che inviano segnali al cervello modificandone alcune funzioni.

Un secondo modo nel quale gli Psicobiotici possono agire sulla Mente è quello di intervenire sul Sistema Umano di Risposta allo Stress il quale coinvolge il Cervello e le Ghiandole Surrenali (4). Questo sistema, conosciuto come l’Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (HPA) può divenire disfunzionale quando un soggetto sia sottoposto a Stress Cronico o Patologia Cronica. Quando l’Asse HPA diviene disfunzionale la ritmica produzione di Cortisolo e di altri Ormoni Stress-Correlati (ADH, ACTH) si altera. Questa alterazione gioca un ruolo fondamentale nella genesi dei Disturbi dell’Umore e della Cognitività (5).

Il terzo modo nel quale gli Psicobiotici potrebbero agire sulla Mente è attraverso la loro azione Anti-Infiammatoria (6). Livelli cronicamente elevati di mediatori dell’Infiammazione nel corpo e nel cervello, in particolare, sono riconosciuti essere una concausa di Disturbi dell’Umore e Disturbi Cognitivi. Questa infiammazione può, in alcuni casi, derivare anche da fenomeni di Disbiosi Intestinale, ed alcuni Psicobiotici possono esercitare i loro effetti sui tessuti cerebrali, abbassando l’infiammazione.

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Quali Probiotici sono anche Psicobiotici?

Alcuni studi stanno iniziando a fare luce a questa, fondamentale, domanda. Ricerche su volontari sani hanno mostrato come diversi ceppi di Probiotici possano o meno avere degli effetti sull’Umore o sulla Cognitività, diminuendo lo Stress e sintomi d’Ansia sottosoglia. Alcuni Probiotici, identificati come Psicobiotici, hanno addirittura mostrato di avere effetti positivi su pazienti effettivamente affetti da Disturbi, psicopatologicamente rilevanti, dell’Umore e di Ansia.

Un trial Clinico Randomizzato (7), della durata di 8 settimane, ha dimostrato una certa efficacia di alcuni ceppi miscelati di ProbioticiLactobacillus acidophilus, Lactobacillus casei, and Bifidobacterium bifidum (2 miliardi di quantitativo per singolo ceppo) su di un gruppo di pazienti affetti da Disturbo Depressivo Maggiore che hanno migliorato i punteggi alla Beck Depression Inventory. I ricercatori hanno dimostrato un’azione sul sistema dell’infiammazione misurata tramite il hs-CRP, una diminuzione dei livelli di Insulina e della insulino-resistenza e una rilevante ascesa del Glutatione, fondamentale nell’azione Antiossidante del corpo umano.

Altri studi hanno indicato effetti positivi su ansia, sintomi depressivi, gestione dello stress e capacità di coping in volontari non affetti da veri e propri Disturbi Psichiatrici di stack composti da Lactobacillus helveticus R0052 and Bifidobacterium longum R0175 (in commercio come Probio’Stick®) (8). Gli investigatori hanno concluso che L. helveticus R0052 and B. longum R0175 hanno effetti positivi sugli umani.

Allo stesso modo, ma con minori evidenze, sono presenti studi nei quali l’utilizzo Lactobacillus casei Shirota© in pazienti affetti da Sindrome da Fatica Cronica ha mostrato di poter migliorare il quadro clinico (9). Con lo stesso ceppo Lactobacillus casei Shirota© si è potuto valutare una diminuzione statisticamente significativa di alcune dimensioni dei quadri di ansia e di depressione (11).

Sia Bifidobacterium longum 1714 and Bifidobacterium breve 1205 hanno dimostrato di ridurre in maniera statisticamente significativa i sintomi di ansia sottosoglia e migliorare le performance cognitive nel modello animale (12, 13).

Il Lactobacillus helveticus NS8 è stato comparato agli SSRI, citalopram, nel modello animale negli ambiti dei sintomi depressivi, d’ansia e cognitivi secondari a Stress Cronico e i risultati, sorprendentemente, darebbero vincenti gli Psicobiotici che avrebbero diminuito i livelli di cortisolo ed aumentato quelli dei Serotonina (15).

Infine il Lactobacillus helveticus R0052 combinato con il Lactobacillus rhamnosus R0011 avrebbe normalizzato dei comportamenti cronici di tipo ansioso, l’apprendimento e la Memoria in ratti immuno-deficienti con disfunzioni dell’Asse HPA (17).

 

 

Bibliografia sul Web:

  1.  Biol Psychiatry. 2013 Nov 15;74(10):720-6.
  2. Gastroenterology. 2013 Jun;144(7):1394-401, 1401.e1-4.
  3. Adv Exp Med Biol. 2014;817:221-39.
  4. Neurogastroenterol Motil. 2014 Apr;26(4):510-20.
  5. Psychiatry. 2006 May;5(5):166–170.
  6. Clin Ther. 2015 May 1;37(5):984-95.
  7. Nutrition. 2015 Sep 28. pii: S0899-9007(15)00391-3.
  8. Br J Nutr. 2011 Mar;105(5):755-64.
  9. Gut Pathog. 2009 Mar 19;1(1):6.
  10. Behav Brain Res. 2016 Feb 1;298(Pt B):202-9.
  11. Brain Res. 2015 Nov 24. pii: S0006-8993(15)00862-8.
  12. Neurogastroenterol Motil. 2014 Nov;26(11):1615-27.
  13. Behav Brain Res. 2015;287:59-72.
  14. Benef Microbes. 2015 Dec 21:1-12.
  15. Neuroscience. 2015 Dec 3;310:561-77.
  16. Psychoneuroendocrinology. 2013 Sep;38(9):1738-47.
  17. Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol. 2014 Oct 15; 307(8): G793–G802.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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