Il termine Gaslighting deriva da un film degli anni ’40 nel quale un marito crudele pianifica di far impazzire la moglie, e di convincere gli altri della sua follia, usando manipolazioni relazionali e stratagemmi per creare un’atmosfera misteriosa e terrorizzante nell’ambiente dove essi vivono.

Il termine deriva da un’opera di teatro del 1938 “Gas light” dalla quale è stato adattato il film “Gaslight” del 1944, uscito in Italia con il titolo di “Angoscia“; questo film rappresenta una pietra miliare dei rapporti tra il Cinema e la Psichiatria: azioni incessanti di manipolazione psicologica possono realmente indurre, in soggetti deboli e suggestionabili, dei reali sintomi di malattia psichiatrica. Il marito riesce infine a portare la moglie alla follia manipolando in maniera fine e quasi impercettibile alcuni elementi dell’ambiente, ad esempio affievolendo le luci a gas (“Gaslight” in inglese) della loro casa, cosa che la moglie effettivamente percepisce ma che il marito insiste essere solo frutto della sua immaginazione.

Il Gaslighting è un concetto poco frequentato dalla psicopatologia forense italiana, al contrario di quella anglosassone dove è possibile trovarlo descritto in diverse sentenze sia nel suo significato specifico che in quello più esteso di fenomeno di manipolazione della psiche di un’altro individuo.

Il Gaslighting può essere definito come un comportamento che il soggetto abusante mette in atto per minare la fiducia che la vittima ripone in sé stessa, dei suoi giudizi di realtà, inducendole sentimenti di confusione sino al vero e proprio distacco dalla realtà, portandola a dubitare di stare impazzendo. SI definisce Gaslighter il soggetto che mette in atto questa fine e progressiva manipolazione mentale, che può annullare alla base ogni certezza, alla stregua di un vero e proprio “lavaggio del cervello”. Questo tipo di manipolazione è difficile da definire poichè può assumere diversissime ed innumerevoli forme, ma è sempre insidiosa e sottile, sempre operata da un soggetto molto intelligente e prevaricante che la mette in pratica a piccole dosi quotidiane. Rappresenta una forma di violenza spesso finalizzata ad un qualche guadagno secondario, anche se può essere agita gratuitamente da personalità sadiche.

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In Italia il Gaslighting viene solo indirettamente riconosciuto come reato. In passato il concetto di “manipolazione della mente” era stato preso in considerazione dall’art 613 c.p. in seguito abrogato, poichè venne ritenuto, in potenza, un escamotage per incriminare i convincimenti personali e le idee. L’eliminazione di quell’articolo ha senza dubbio lasciato un vuoto normativo sulle condotte del Gaslighting: a titolo di nota si rammenta che l’ex art. 613-bis recitava: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque mediante tecniche di condizionamento della personalità o di suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici, pone taluno in uno stato di soggezione continuativa tale da escludere o da limitare grandemente la libertà di autodeterminazione è punito con la reclusione da due a sei anni”.

Allo stato attuale il Gaslighting può essere fatto rientrare in quegli articoli del Codice Penale che riguardano i maltrattamenti in famiglia e sul lavoro anche a livello psicologico in relazione all’art. 571 c.p.

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Quando ed in quali modi il Gaslighting può essere messo in atto?

Raramente il Gaslighting prende la forma descritta nel film descritto in precedenza. La normalità prende altre forme, addirittura più subdole: tutte le volte che i nostri sentimenti sono messi in discussione, le nostre convinzioni denigrate, le nostre aspirazioni messe in ridicolo oppure osteggiate; quando veniamo portati a sentirci sbagliati, oppure sistematicamente demoliti psicologicamente al punto di arrivare noi stessi a dubitare dei nostri principi per chiedere all’altro di decidere per noi.

Il termine Gaslighting può quindi indicare ogni forma di manipolazione o prevaricazione psicologica tra marito-moglie, genitori-figli, fidanzati, colleghi di lavoro. Tutte le volte che qualcuno altera la realtà e l’ambiente circostante per confondere un’altra persona, ed i casi vi assicuro che sono numerosi, si sta commettendo un abuso psicologico con possibili gravi conseguenze per la mente della persona abusata.

Il Gaslighting, specie nelle forme più sfumate, è un abuso difficile da rilevare anche a fini medico-legali o psichiatrico-forensi perché molto raramente è accompagnato da violenza fisica o aggressività verbale. Spesso l’abusante si comporta in maniera gentile ed educata, esprimendo falsi sentimenti di comprensione e vicinanza. I gesti manipolativi avvengono in modo sottile, superando raramente  la soglia subliminale.

Il comportamento di chi subisce il Gaslighting attraversa 3 tipiche fasi:
1.Incredulità: la vittima non crede a quello che sta accadendo ed il grande sbaglio è quello di accanirsi a voler convincere del suo punto di vista, peraltro corretto, il soggetto che agisce la manipolazione su di lui, non consapevole della volontarietà dei comportamenti di Gaslighting.
2.Difesa: la vittima tenta di difendersi tramite meccanismi che la condurranno inevitabilmente al fallimento, ovvero con rabbia ed aggressività, sostenendo la sua posizione di persona lucida ed in grado di vagliare la realtà in maniera adeguata.
3.Depressione: il soggetto abusato accetta ciò che il manipolatore ha “inoculato” nella sua mente, si arrende a delle evidenze che non esistono, si rassegna, diventa insicuro, suggestionabile, mansueto ed estremamente vulnerabile e dipendente dal giudizio dell’abusatore. A questo livello il manipolato abbandona la propria percezione della realtà iniziando ad esprimere franchi sintomi psichiatrici simil-psicotici, di pseudo-demenza oppure di panico e di perdita di controllo.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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