Avete mai sentito parlare di Gelosia Patologica?

E’ un disturbo della relazione di coppia molto più frequente di quanto si possa pensare.

Bowlby definiva la “gelosia” come una risposta emotiva e comportamentale legata al timore di perdita del partner, secondo questo punto di vista si tratterebbe di una condizione che avrebbe quasi la funzione di preservare la relazione stessa.

Personalmente io inquadrerei questa definizione, piuttosto blanda ed ottimistica, nell’ambito più generale del possesso che è un ingrediente più o meno fisiologico di ogni rapporto, sia d’amore che di amicizia. Diversa è, a mio parere, la gelosia. Se il possesso è una condizione “a due” ovvero riguarda la coppia, la gelosia è sempre configurata “a tre” ovvero io, te e l’altro. L’altro è una figura cangiante e diffusa che può vorticare su più persone ed è origine di profonde distorsioni della realtà; le stesse distorsioni vengono riferite al partner che è, di fatto, denigrato ed è oggetto di sfiducia diffusa. In senso psicodinamico la gelosia è inquadrabile come una forma di paranoia nella quale una parte intollerabile di noi viene scissa ed attribuita all’altro: “io sono insoddisfatto ed insicuro della relazione con te” diviene “tu sei insoddisafatto di me” e cerchi un altro.

Questo ragionamento psicoanalitico è all’origine del comune convincimento che i grandi gelosi sono, di fatto, grandi traditori potenziali proprio perchè temono che gli altri nascondano sentimenti di insicurezza pari ai loro. La gelosia quindi è un sentimento sempre patologico poichè derivato da una condizione paranoicale più o meno grave che comporta sempre delle distorsioni della realtà sino ad arrivare agli estremi del delirio diffuso ad ogni persona e situazione. Infatti nel geloso si manifestano costantemente delle rappresentazioni mentali dettagliate e irrazionali legate alla paura dell’abbandono con conseguenti sentimenti di tristezza e rabbia per una perdita vissuta come reale. Questo stato d’animo angosciante risulterà di conseguenza in alcuni comportamenti profondamente disfunzionali quali la sorveglia continuamente del partner, il sottoporlo a controlli, trappole, limitazioni e ritorsioni che spesso risultano nella trasformazione della relazione in senso claustrofobico e punitivo.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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