La ricerca di nuove terapie contro l’ansia è particolarmente attiva dato che lo spettro dei disturbi d’ansia sono un problema marcatamente presente nella popolazione.

In particolare l’ansia grave, il disturbo da attacchi di panico ed alcune forme di insonnia possono essere patologie invalidanti con un alto costo in termini di qualità di vita. Attualmente le terapie farmacologiche dell’ansia sono sempre più indirizzate al non utilizzo delle benzodiazepine poiché farmaci ad alto rischio di dipendenza se non utilizzati per un periodo breve e sotto stretto controllo medico. L’alternativa alle benzodiazepine include, come prima scelta, i cosiddetti antidepressivi SSRI e, in alcuni casi, molecole dall’efficacia ancora in fase, a mio modesto parere, di studio approfondito (gabapentin e pregabalin). In ogni caso sia gli antidepressivi SSRI che gabapentin e pregabalin hanno un tempo di latenza nello sviluppare l’azione terapeutica che spingono i medici (ed i pazienti, indirettamente) a continuare ad utilizzare le benzodiazepine. All’orizzonte alcune nuove molecole sembrano essere in procinto di entrare in commercio e di essere testate mediante studi clinici, che si spera, essere approfonditi e indipendenti dalle pressioni delle aziende che le producono. Vediamo un piccolo sunto di queste nuove molecole:

1) Una farmaco sviluppato da Ely-Lylli, il LY354740, sembra avere azione  sui recettori mGlu 2 e 3 del circuito mesocorticolimbico, e sembrano essere un nuovo bersaglio terapeutico per il trattamento dei disturbi d’ansia, tentando di bloccare il rilascio pre-sinaptico del neurotrasmettitore glutammato.

2) Molte molecole della famiglia degli Azapironi, a cui appartiene, ad esempio, il buspirone, un fallimentare farmaco già sperimentato in passato per i disturbi d’ansia, sembrano aver portato buoni risultatiEcco alcuni nomi.

3) Il riluzole, un farmaco efficace nella sclerosi laterale amiotrofica, sembra avere interessanti sviluppi anche sul versante del trattamento dei disturbi d’ansia. E’ una molecola che blocca i canali del sodio TTX-sensitive ed indirettamente previene la stimolazione dei recettori del glutammato.

4) il tiagabine è un farmaco già in commercio come anticonvulsivante (prodotto da Cephalon con il nome di Gabitril) che sembra avere efficacia nel disturbo da attacchi di panico.

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Tutti questi farmaci sono in varie fasi di studio piuttosto avanzate ma meritano ancora approfondimenti prima di essere immessi sul mercato. La caratteristica che più dovrebbe essere degna di nota è il loro basso, se non assente, rischio di indurre dipendenza. Ovviamente l’avanzare della ricerca in ambito psicofarmacologico non deve mai allontanare gli psichiatri ed i medici in generale ad indagare le cause ambientali e psicologiche profonde per attuare interventi in tale senso, magari in parallelo ad una terapia farmacologica.

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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