Abbiamo già fornito in un precedente post, un riassunto delle informazioni al riguardo della Vortioxetina, il nuovo antidepressivo che è stata commercializzato in Italia nel 2016.

Nonostante Vortioxetina abbia delle caratteristiche assolutamente interessanti, lo scetticismo che ormai permea ogni medico quando si sente parlare di “innovazione” in terapia psicofarmacologica mi ha portato ad approfondire le mie conoscenze su questo nuovo farmaco provando a cercare anche un pochino più a latere dell’understatement istituzionale, sempre nell’ottica di formarsi un opinione più ampia con prudenza, aderente alla realtà dei fatti e secondo fonti il pù possibile indipendenti anche se, come in questo caso, forse troppo critiche.

lisa cosgroveLa lettura che mi ha incuriosito, e che vorrei condividere, è stato l’articolo di Lisa Cosgrove e colleghi dal titolo Under the Influence: The Interplay among Industry, Publishing, and Drug Regulation (1)In questo lavoro gli autori hanno tracciato il percorso di approvazione della vortioxetina sia presso la Federal Drug Administration (FDA), e sia presso la European Medicines Agency (EMA). Infatti il lavoro della Cosgrove e dei suoi colleghi può essere a mio avviso piuttosto generalizzabile ai processi registrativi di molte altre molecole nel loro percorso per essere approvati nella vendita come farmaci: il loro ragionamento dimostrerebbe come le attuali regolamentazioni potrebbero essere inefficaci nel proteggere i pazienti da farmaci potenzialmente non sicuri e con una efficacia probabilmente sovrapponibile a quella di altri farmaci ma solo più costosi (2),  e come le cosidette economies of influence lavorino nell’ombra per produrre farmaci secondo orientamenti non tanto “evidence-based” quanto piuttosto  “evidence-biased.

Il gruppo di Lisa Cosgrove spiega in una intervista (3) la sua personale tesi secondo la quale si ritiene che sia presente una “gestione fantasma” delle industrie farmaceutiche che scriverebbero, al posto dei medici effettivamente coinvolti nelle sperimentazioni cliniche, i protocolli dei trials clinici: questi ricercatori, spesso oggetto di conflitti di interessi legati a denaro ricevuto per interventi a convegni o altro dalle industrie, produrrebbero lavori più propensi a riferire i risultati positivi rispetto a quelli negativi rispetto all’efficacia ed alla sicurezza dei nuovi farmaci.

Per illustrare come secondo loro si verifica questo bias di ricerca, la Cosgrove ed il suo gruppo hanno utilizzato la vortioxetina, antidepressivo appena approvato, come caso paradigmatico. Personalmente vi invito a leggere con spirito critico l’articolo completo, ma potete trovare un riassunto esaustivo al link (3) della bibliografia online che consiglio.

Finisco ripetendo che la Vortioxetina è un farmaco che a mio parere ha delle caratteristiche innovative e che, personalmente, sto utilizzando con ottimi risultati, questo non toglie che conoscere alcuni punti di vista diversi anche se, come in questo caso, forse un pochino troppo critici, possono sempre fornire ulteriori elementi per comprendere meglio il complicato mondo della psicofarmacologia.

Bibiliografia:

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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