L’Elettroshock, più appropriatamente definito Terapia ElettroConvulsivante (ECT), è stato ed è un’importante presidio terapeutico in Psichiatria. La Terapia ElettroConvulsivante (ECT) è un trattamento efficace e sicuro per la Depressione Maggiore resistente ai farmaci, la Depressione Maggiore grave in corso di gravidanza ed alcune forme di Psicosi Schizofreniche con caratteristiche di blocco catatonico che, non rispondendo ai farmaci, pongono a rischio la vita della persona.

terapia-elettroconvulsivante-1950L’inventore dell’Elettroshock, Ugo Cerletti, arrivò a utilizzare questa metodica sull’uomo in seguito agli esperimenti che lui condusse sugli animali presso l’Università di Genova e successivamente all’Università di RomaUgo Cerletti ideò apparati elettroconvulsivanti per generare attacchi epilettici in maniera controllata su cani e altri animali: in effetti l’idea di usare l’Elettroshock sui pazienti affetti da disturbi neuropsichiatrici gli venne in considerazione del fatto che sin dal 1935 il metrazolo (un farmaco convulsivante) e gli shock da insulina erano largamente usati nel trattamento della Schizofrenia. Le premesse scientifiche dell’Elettroshock erano anche basate sugli studi del premio Nobel Julius Wagner-Jauregg sull’utilizzo della terapia che induceva crisi comiziali attraverso la malaria per la cura dei Disturbi Psichiatrici, nonchè sulle teorie di Ladislas Meduna, secondo le quali la Schizofrenia e l’Epilessia erano disturbi opposti ed antagonisti.

Durante una seduta di Elettroshock, il paziente è posto in anestesia generale, in modo da non percepire la procedura. Gli elettrodi vengono poi posti al vertice della testa ed una corrente elettrica continua (tipicamente 0,9 Ampere) viene applicata al cervello. Ciò comporta la genesi di una breve crisi epilettiforme che dura per diversi secondi. Il numero di sessioni di ECT necessarie per un effetto terapeutico varia da persona a persona e la gravità della patologia psichiatrica che si vuole trattare, ma la maggior parte dei pazienti vengono trattati con 6-12 sessioni, nell’arco di alcuni giorni.

La Terapia Elettroconvulsivante (ECT) può essere a volte considerato come trattamento di prima scelta in caso di Depressione grave con caratteristiche psicotiche, nello Stupor Catatonico (ad esempio, blocco psicomotorio grave), o manifestazioni di Idee Suicidarie estreme. L’ECT viene più frequentemente utilizzato per trattare quei pazienti depressi che non rispondono ai farmaci psichiatrici classici, dopo anni di tentativi infruttuosi. Bisogna sottolineare che, anche quando la procedura ECT va a buon fine è opportuno in ogni caso poi fare utilizzo di farmaci antidepressivi o di psicoterapia per mantenere i risultati nel tempo ed evitare ricadute.

Nonostante la Terapia Elettroconvulsivante ai nostri giorni sia radicalmente diversa da quella praticata negli anni ’40 e ’50, permane una notevole confusione sull’argomento, con le conseguenze che molti pazienti temono la procedura e la rifiutano, alimentando alcuni filoni di antipsichiatria. Parte di questi pregiudizi si basa sulle rappresentazioni dell’ECT che ritroviamo in libri e film, come ad esempio nel famoso “Qualcuno volò sul nido del cuculo“, nelle quali l’Elettroshock viene descritto come pratica disumana. Sebbene, come quasi tutti i farmaci e le procedure mediche in uso, anche l’ECT abbia degli effetti collaterali, il più importante è la perdita di memoria di grado variabile, può essere considerato un’approccio terapeutico molto sicuro e con un rapporto rischio/beneficio elevato.

elettroshock-psichiatria

Qui di seguito voglio condividere con voi 5 idee preconcette sull’Elettroshock che è opportuno che la gente eviti di avere per meglio valutare un’opportunità terapeutica che deve poter essere utilizzata in alcune condizioni di malattia:

1. L’ECT è un’esperienza straziante

FALSO! Secondo molti followers del filone di pensiero Antipsichiatrico, l’ECT è definito come “un’esperienza dolorosa” e traumatica, che ha come conseguenze fratture ossee, ed associata con movimenti del corpo violenti. Questo non è vero: i pazienti non sentono nulla durante la procedura. Prima di eseguire l’elettroshock i pazienti sono miorilassati con un farmaco e poi anestetizzati. Sarebbe, ragionando per analogia, come se pensassimo che un’intervento chirurgico è una pratica “barbara ed inumana”! Potrebbe essere considerata tale se i pazienti fossero operati da svegli, no?! Subito dopo l’ECT, i pazienti possono essere confusi e disorientati ed hanno cefale per un breve periodo di tempo.

2. L’ECT danneggia il cervello.

FALSO! Tutti gli studi che hanno utilizzato la Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) per osservare il cervello in pazienti trattati con elettroshock non hanno trovato alcuna prova che l’ECT modifichi l’anatomia del cervello. (1, 2, 3). Al contrario alcuni studi sul modello animale hanno scoperto che l’ECT può addirittura promuovere la crescita delle cellule cerebrali, in una zona del cervello responsabile dell’elaborazione delle emozioni.

3. L’ECT porta i pazienti a peggiorare sul piano clinico.

FALSO! Le ricerche sull’elettroshock perdurano da molti decenni, sono molto approfondite in tutti gli aspetti e dimostrano inequivocabilmente che l’ECT è sicuro ed efficace per la Depressione Maggiore ed alcune condizioni Psicotiche gravi. Per esempio, una meta-analisi del 2008 ha confermato che l’ECT è risultato superiore non solo al placebo, ma anche a tutti i farmaci con i quali è stato messo a confronto: circa l’80% dei pazienti hanno miglioramenti a sei mesi di follow-up, e solo il 20% che non rispondono hanno una qualità di vita che è semplicemente invariata rispetto a quella pre-ECT (4, 6).

4. L’ECT cancella la memoria.

FALSO! L’ECT è stato sempre associato con un certo grado di perdita di memoria”, ma questo effetto collaterale assolutamente presente, è progressivamente stato reso meno grave con il progredire della tecnologia. La maggior parte dei pazienti sperimentano solo una perdita di memoria a breve termine. Alcuni pazienti possono sperimentare la perdita di memoria legata ad eventi accaduti accaduto settimane o mesi prima dell’ECT, ma è raro che le persone abbiano decenni di ricordi spazzati via, come avveniva in passato. In alcuni soggetti ci possono essere difficoltà con la capacità di concentrazione e di prestare attenzione dopo il trattamento ECT di durata variabile. In ogni caso la tecnica di elettroshock utilizzata e l’esperienza dell’equipe che la applica sono responsabili di questa variabilità (7, 8), di conseguenza è importante consultare un Centro specializzato in ECT.

5. L’ECT è un cura definitiva.

FALSO! Se da un lato, l’ECT viene visto come un modo per rovinare la vita delle persone, dall’altro, può essere considerato come un toccasana per la depressione o altre patologie mentali. L’Elettroshock è sicuramente estremamente efficace, se applicato alle patologie prima descritte, ma i suoi benefici possono essere di breve durataLa sfida attuale è quella di identificare i trattamenti psicofarmacologici da far seguire all’ECT per ottenere il mantenimento dei risultati. Risulta raro che un paziente possa stare bene in meno di quattro sessioni. Più spesso un ciclo di trattamento è di circa sei-otto sessioni. Alcuni pazienti possono necessitare di 12-15 sedute. Ovviamente molte sedute addizionali potrebbero fare aumentare il rischio di perdita di memoria e altri effetti collaterali. Quando si evidenzia la necessità di molte sedute di ECT emerge la possibilità che non si riescano a raggiungere i risultati sperati, o che si abbia un più alto tasso di recidiva di depressione.

“Nel complesso, dobbiamo ricordare che tutto ciò che verruche ECT ha, è un trattamento per una grave malattia,” ha detto. ECT non è indicato per la depressione lieve, come ha sottolineato McCall; invece è usato per il trattamento di una grave depressione che distrugge la vita. L’opposizione alla ECT può, in parte, derivano da incomprensioni di depressione acuta della gente, McCall ha detto.

La Depressione grave è una condizione medica molto invalidante e potenzialmente mortale. Le persone diventano così scoraggiate ed incapaci di vivere che non riescono più ad alzarsi dal letto, perdono la capacità di alimentarsi, perdono la loro indipendenza e rischiano di commettere con modalità efficace gesti suicidari. Allo stesso modo le donne in gravidanza, che non possono assumere farmaci perchè metterebbero a rischio il loro bimbo, possono essere trattate con l’ECT nei casi in cui manifestino rischi legati a malattie mentali gravi. Allo stesso modo ci sono persone affette da crisi Psicotiche o Schizofrenia così grave che rischiano di morire. Per tutte queste persone, la Terapia Elettroconvulsivante fornisce il sollievo necessario. Per tutti questi individui, i benefici superano nettamente i rischi.

 

Bibliografia:

1. Coffey CE, Weiner RD, Djang WT, et al. Brain anatomic effects of electroconvulsive therapy. A prospective magnetic resonance imaging study. Arch Gen Psychiatry 1991;48: 1013-1021.

2. Devanand DP, Dwork AJ, Hutchinson ER, et al. Does ECT alter brain structure? Am J Psychiatry1994;151: 957-970.

3. Wager T, Atlas L, Leotti L, et al. Predicting individual differences in placebo analgesia: contributions of brain activity during anticipation and pain experience. J Neurosci 2011;31: 439-452.

4. McCall WV, Rosenquist PB, Kimball J, et al. Health-related quality of life in a clinical trial of ECT followed by continuation pharmacotherapy: effects immediately after ECT and at 24 weeks. J ECT2011;27: 97-102.

5. McCall WV, Reboussin BA, Cohen W, et al. Electroconvulsive therapy is associated with superior symptomatic and functional change in depressed patients after psychiatric hospitalization. J Affect Disord 2001;63: 17-25.

6. McCall WV, Prudic J, Olfson M, et al. Health-related quality of life following ECT in a large community sample. Journal of Affective Disorders 2006;90: 269-274.

7. Sackeim HA, Prudic J, Nobler MS, et al. Ultra-Brief Pulse ECT and the Affective and Cognitive Consequences of ECT. Journal of ECT 17:77, 2001.

8. Sackeim HA, Dillingham E, Prudic J, et al. Effect of concomitant pharmacotherapy on electroconvulsive therapy outcomes. Archives of General Psychiatry 2009;66: 729-737.

9. Scalia J, Lisanby Dwork A, Johnson J, et al. Neuropathological examination after 91 ECT treatments in a 92 year old woman with late-onset depression. Journal of ECT 2007;23: 96-98.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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