Conoscete il “Test dell’Orologio“? Vi voglio spiegare perchè può essere uno strumento rapido ed efficace per un rapido inquadramento dei sintomi legati al Declino Cognitivo.

Forse nessun disturbo neurologico è più conosciuto e temuto della  Demenza di Alzheimer. Almeno un paio di volte a settimana, uomini o donne non necessariamente anziani mi chiedendo se le loro dimenticanze o la tendenza ad avere meno capacità di attenzione possa essere ricondotta all’emergere di uno stato patologico del loro cervello. La maggior parte delle volte, per fortuna, si tratta semplicemente di un caso di “ipocondria psichica” o delle disturbanti ossessioni di perfezionismo di mariti, mogli o figli che intravvedono malattie degenerative nei loro cari che stanno semplicemente invecchiando. Alle volte, però, il mio esame suggerisce dei dubbi che qualche cosa stia cambiando in senso patologico nelle abilità cognitive di un paziente.

Che ore sono? Al di là di questa apparentemente innocua domanda si può celare uno scenario molto informativo per il clinico, dato che la risposta del paziente può essere codificata ed interpretata dal bravo Psichiatra. Il disegno di un orologio, fatto dalla persona che stiamo studiando sul piano cognitivo, è stato riconosciuto essere un valido strumento per differenziare, in maniera semplice e rapida, una funzione cognitiva normale da un funzionamento alterato. Viene comunemente definito “Test dell’Orologio“.

Il “Test dell’Orologio” si può dare per scontato, ma questo compito apparentemente semplice richiede, in realtà, una buona dose di potenza cognitiva. Al fine di disegnare correttamente un orologio, il paziente deve saper ascoltare con attenzione e seguire le istruzioni fornite dall’esaminatore, estrarre la propria personale memoria di un orologio dalla mente, inserire le ore nella loro sequenza corretta, pianificare ed eseguire la spaziatura del caso, e graficamente indicare l’ora richiesta sull’orologio usando le due lancette (ore e minuti).

Ovviamente il “Test dell’Orologio” non è affatto un esame completo dello stato mentale, ma può essere estremamente suggestivo di alterazioni che andranno poi in seguito meglio indagate mediante gli strumenti della Neuropsicologia. Ad esempio, l’orologio che vedete ritratto in basso è stato prodotto da una donna di 80 anni i cui figli pensavano che avesse un semplice problema di memoria. Durante la mia valutazione clinica, lei era un po vaga e deragliante nell’esposizione ed ha commesso degli errori minori rispetto ad alcuni items del Mini Mental State Examination. Non sembravano evidenti alterazioni o deficit neurologici. Ho pensato quindi di chiederle di disegnare un orologio per mostrare l’ora attuale, che era le 15:09:

test-dell'orologio

Disegno di un orologio si una paziente di 80 anni con evidente deterioramento cognitivo.

 

La persona è stata testata mediante strumenti Neuropsicologici i quali, poche settimane dopo, hanno confermato e meglio definito quello che, però, avevo già capito dal “Test dell’Orologio” che aveva richiesto 1 minuto per essere eseguito…

Una dimensione essenziale dell’umanità è il nostro posto sulla Linea del Tempo. Noi tutti siamo definiti dalla nostra data di nascita che, infatti, tradizionalmente celebriamo. Quando moriamo, una lapide con inciso il nostro nome e la data di nascita, sembra sufficiente a definirci completamente. Le culture antiche, come i Maya e cinesi, hanno investito grandi sforzi per costruire calendari sempre più precisi al fine di tenere traccia del tempo. I giornalisti imparano presto l’importanza della regola delle “Five W” (in Inglese): Who, What, Where, Why and When. Senza il “When”, la storia rimane incompleta, senza rilevanza.

ayahuasca

La Malattia di Alzheimer scardina il corpo dal ritmo temporale della notte e del giorno, e ci delocalizza dalla Linea del Tempo condivisa con gli altri nostri simili. Il passare del tempo, un concetto per un verso molto concreto, ma anche astratto, nelle sue dimensioni profonde ed ontologiche, diventa sempre più difficile da trattenere e da elaborare per una persona con demenza o involuzione senile. Senza un robusto Senso del Tempo, i ricordi diventano dispersi e perdono di rilevanza e di senso profondo. Non ci si può nemmeno più vestirsi adeguatamente se non è più ovvio che i calzini devono essere indossati prima delle scarpe, no? Insieme con la capacità di prestare attenzione, ragionare con logica, e risolvere problemi, il senso del tempo è fondamentale per il nostro funzionamento come esseri umani: come si può progettare un futuro se non possediamo il significato del Prima e del Dopo?

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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