Quali sono le ragioni per le quali uno Psichiatra viene Denunciato e portato in Tribunale a rispondere di reati connessi alla sua Professione? Chi vuole denunciare il proprio psichiatra? Quali le accuse più frequenti? Un’analisi di alcuni fatti di cronaca ci può aiutare a rispondere a queste domande.

Negli ultimi anni le Sentenze che riguardano Psichiatri, operatori della Salute Mentale e pazienti affetti da Patologie Psichiche stanno aumentando a dismisura: quelli che sono ormai costanti attacchi al Mondo della Sanità, non risparmiano la Psichiatria. Già perchè negli ultimi 10-15 anni sembra che le persone non muoiano più a causa delle malattie, bensì che muoiano a causa dei Medici che le curano. Allo stesso modo molti pazienti e famigliari non vedono l’ora di denunciare il proprio psichiatra. Perchè?

Quali le ragioni di questa tendenza davvero inquietante? Negli Stati Uniti questa situazione è presente ormai da almeno il doppio degli anni e la causa è legata alle richieste di risarcimento “a tappeto” da parte di pazienti e dei loro famigliari. I dati riportati dall’ANIA (l’Associazione Italiana imprese assicuratrici) confermano che ogni anno i medici denunciati per richieste di risarcimento economico sono 30 mila e sarebbero invece 15 mila i contenziosi che finirebbero ogni anno in tribunale e, in questo caso, le cause si protraggono molto a lungo, prima di arrivare all’accertamento della responsabilità o meno del Medico coinvolto.

I casi di cronaca che riguardano il mondo della Psichiatria relativi alla responsabilità penale dello psichiatra sono davvero innumerevoli in Italia, e tendono a fare più scalpore di quelli presenti in altre specialità mediche. L’analisi di queste situazioni nelle quali Medici-Psichiatri e/o operatori della Salute Mentale sono messi sotto accusa sono molto interessanti perchè forniscono informazioni su quali sono le situazioni durante le quali gli Psichiatri rischiano di più di finire in Tribunale. Qui di seguito vi riporto quello che i giornali e le riviste online riportano al riguardo di alcuni casi di cronaca nei quali la Psichiatria è messa sotto accusa e lo psichiatra condannato.

elettroshock-psichiatria

TSO finito in tragedia a Torino

Un fatto che ha generato molto scalpore ed attenzione da parte dei media è stato quello di Andrea Soldi, che sui giornali viene definito “il gigante buono” che rifiutava di prendere i farmaci ma che, secondo il procuratore Guariniello del Tribunale di Torino, non avrebbe dovuto essere trattato mediante TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) perchè “gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono di norma volontari”. Il medico psichiatra responsabile del TSO e i tre vigili urbani coinvolti nello svolgimento dell’intervento sono stati indagati per “Omicidio colposo” poichè durante il TSO il paziente è deceduto dopo essere stato immobilizzato e trattato farmacologicamente.

 

Suicidio all’Ospedale di Ciriè

I giornali riportano che nel Marzo del 2002, Giuseppe Borello, si suicidò gettandosi da una finestra dell’Ospedale di Ciriè, in provincia di Torino: l’uomo era ricoverato nel reparto psichiatrico per una grave forma di depressione. Per questo evento vennero condannati il primario e tutto lo staff di medici che all’epoca dei fatti gestivano il reparto. Questa sentenza ha sconvolto il mondo della psichiatria poichè spostò l’attenzione dalla responsabilità del singolo medico a quella dell’intera Equipe di Lavoro e esplicitò fortemente la cosidetta Posizione di Garanzia esercitata dagli operatori sanitari. Inoltre da allora è aperto il dibattito clinico su quali siano le metodiche e i dispositivi di legge per controllare i pazienti psichiatrici senza limitarne il diritto alla libertà.

 

L’aggressione a Marta Angaroni

La notizia riportata è quella di Ernesto Zaffaroni, un paziente del Servizio Psichiatrico Territoriale della ASL di Saronno che ha ferocemente colpito a martellate Marta Angaroni, che da allora è paralizzata ed incosciente. Il GUP di Busto Arsizio, ha condannato la psichiatra che aveva in cura il paziente per “Concorso in lesioni colpose gravissime”. La sentenza riconobbe anche ai genitori della ragazza un risarcimento immediato, di 200mila euro. Venne assolto il responsabile del servizio psichiatrico territoriale dato che egli lasciò il suo incarico prima che Ernesto Zaffaroni compisse il suo gesto di violenza. In seguito, in sede civile dopo la condanna alla psichiatra, vennero richiesti alla ASL di Saronno 9 milioni di risarcimento per Marta, 760 mila euro per i due genitori, e 416 mila euro per lo zio della ragazza.

 

Spara sulla folla a Milano

I giornali riportano che nel 2003 Andrea Calderini, a Milano, uccise la giovane moglie e una vicina di casa per poi iniziare a sparare dalla finestra di casa sulla folla ferendo altre persone ed infine terminare il folle gesto rivolgendo l’arma contro se stesso suicidandosi. In primo grado venne condannato lo psichiatra poichè avrebbe certificato che la persona non era affetta da patologie mentali quando invece sembra che la persona soffrisse di “Disturbo Ossessivo-Compulsivo” secondo quanto riportato da alcuni giornali. Per i giudici lo Psichiatra è colpevole di Falso Ideologico. Al termine della sua requisitoria, il PM Ghezzi sembra si sia espresso così su Andrea Calderini “persona disturbata che faceva uso di sostanze stupefacenti, soffriva di paura dell’abbandono e di altri problemi di natura psicologica”.

 

Omicidio in Comunità Terapeutica ad Imola

Un’altro psichiatra condannato per le azioni criminose commesse da un suo paziente, ospite di una comunità terapeutica. Lo Psichiatra avrebbe modificato una terapia psicofarmacologica, diminuendola, senza poi vigilare adeguatamente sulle conseguenze che tale abbassamento di psicofarmaci avrebbe avuto sui comportamenti della persona. Il 24 aprile del 2000 Giovanni Musiani, paziente presso una Comunità Terapeutica emiliana, aveva accoltellato un educatore professionale della struttura, affondando per due volte nel suo cuore una lama di 35 centimetri. Questa sentenza di condanna dello Psichiatra ha fatto molto scalpore perchè, a detta di molti, sembrava delegittimare la legge 180 di Basaglia. Inoltre nel 2004 un caso molto simile fece scalpore in Francia.

 

Il caso di Roberto Cervoni

I giornali riportano che nel settembre del 2007 un paziente affetto da Depressione Maggiore, Roberto Cervoni, ricoverato presso l’Ospedale San Paolo di Civitavecchia, viene trasferito dal reparto di Psichiatria a quello di Medicina Interna e, in quella sede, si suicida. L’esposto di un famigliare della vittima da vita ad un procedimento giudiziario molto lungo e particolarmente discusso. Ad essere imputati di Omicidio Colposo sono solo i due Psichiatri ritenuti responsabili di aver trasferito la persona da un reparto ad “alta sorveglianza” in un’altro a “bassa sorveglianza”; il paziente che soffriva di comorbidità organiche, come ha confermato anche il Medico Legale, necessitava, secondo gli psichiatri, di attenzioni specialistiche che avrebbero richiesto, appunto, il trasferimento in altro reparto. I due Psichiatri sono stati condannati nel Febbraio 2015 a sei mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena con un seguente ricorso in appello.

 

La Comunità Terapeutica per minori Cavanà di Pellegrino Parmense

Da molti anni i giornali parlano di un caso di cronaca che fece molto scalpore, quello di una comunità terapeutica per minori che venne accusata di essere una sorta di luogo punitivo dove venivano applicate punizioni durissime ai ragazzi utilizzando psicofarmaci a scopo di controllo comportamentale. Il Direttore della struttura ed altri membri dell’equipe vennero messi agli arresti domiciliari, e lo stesso direttore morì poco tempo dopo la sua scarcerazione. Il caso esplose quando un ex educatore denunciò la pratica della sedazione forzata degli ospiti quando questi si sarebbero rifiutati di obbedire agli ordini del personale.

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Il motivo di questo articolo non è assolutamente quello di dissertare sul fatto se queste sentenze siano giuste o sbagliate. Semplicemente è mio intento discutere su quali sono le accuse rivolte agli Psichiatri ed agli operatori della Salute Mentale in generale. A mio parere quello che si evince dai casi di cronaca sono le seguenti riflessioni:

  • Alla psichiatria viene richiesto a gran voce di mantenere un ruolo di controllo nei confronti dei pazienti che cura: sebbene per anni gli psichiatri siano stati accusati di privare della libertà le persone adesso, in maniera implicita, sono responsabili dei gesti che queste persone fanno.
  • Le accuse più frequenti? Di aver vigilato poco sulle persone, di aver lasciato troppa libertà ai pazienti, di aver usato pochi farmaci: un pochino paradossale visto che sono anni che l’antipsichiatria, ed una certa opinione pubblica, accusa gli psichiatri proprio dell’opposto.
  • Gli Psichiatri sono tra incudine e martello: come è possibile controllare i pazienti e, al contempo, rispettare il diritto alla libertà? La risposta non ha ancora preso una forma definitiva.
  • La Psichiatria arriva sui giornali mediante eventi di cronaca dai connotati sempre violenti ed oscuri: la percentuale delle notizie riguardanti la psichiatria ha sempre ben poco a che vedere sul suo ruolo terapeutico e di aiuto ma più spesso sul suo supposto obbligo di controllo sociale.
  • Si presume che gli Psichiatri abbiano capacità magiche ed onnipotenti: la mente umana è impossibile da decifrare completamente ed i comportamenti delle persone non sempre sono intuibili a priori. Le disamine accusatorie fatte a posteriori lasciano il tempo che trovano…
  • Anche in Psichiatria, come in altre discipline mediche, sembra quasi che le persone commettano suicidio, aggrediscano gli altri, uccidano e soffrano per colpa degli psichiatri e non perchè affette da gravi patologie mentali che spesso hanno conseguenze imprevedibili.

Psichiatria e Medicina Difensiva

Di sicuro gli Psichiatri non sono tra i medici più denunciati. Ecco la triste classifica delle specialità più a rischio:

  1. Ortopedia (17,5%);
  2. Oncologia (13,9%);
  3. Ginecologia e Ostetricia (7,7%);
  4. Chirurgia generale e Oculistica (5,4%);
  5. Odontoiatria (5,2%)
  6. Emergenza e Pronto Soccorso (2,8%).

In questo scenario catastrofico bisogna sapere anche che circa 8 medici su 10 con almeno 20 anni di lavoro alle spalle, sono stati sottoposti almeno una volta ad un’inchiesta, civile o penale, per un presunto errore professionale: nei 2/3 dei casi il Medico viene assolto con formula piena. Ma ricordate che questo non significa che 1/3 dei Medici sia colpevole! Infatti, specialmente in casi molto gravi o disperati, il Medico può trovarsi a rischiare il tutto per tutto per aiutare la persona che ha in cura tentando nuove strade o azzardando procedure non standard, sempre dopo essersi prima affidato alle Linee Guida ufficiali per il trattamento di una data patologia.

Infatti lo stile di molti pazienti e dei loro famigliari è frequentemente quello di attuare azioni legali nei confronti di chi li cura (spesso per rabbia, alle volte per assenza di consapevolezza di malattia, più spesso per ottenere risarcimenti di natura economica), e ciò comporta non solo un notevole danno professionale per il medico, ma anche un serio pericolo per il paziente.

Perchè? Ve lo spiego…

L’aumento della cosiddetta Medicina Difensiva, ovvero quello stile di lavoro che punta a salvaguardare prima di ogni altra cosa l’incolumità giudiziaria del Medico, è totalmente a discapito della salute del paziente: in questo modo i Medici ragionano più su come evitare conseguenze legali piuttosto che sul fare tutto il possibile e anche di più per aiutare le persone. Infine, come effetto della Medicina Difensiva, molti pazienti più gravi avrebbero sempre più difficoltà a trovare un Medico che sia disposto ad assisterli.

In Psichiatria il ricorso alla Medicina Difensiva è già iniziato, come nelle altre specialità mediche, anche perchè sostenuto dalla grande variabilità ed imprevedibilità della mente umana: lo psichiatra ha a che fare con le situazioni più terribili del comportamento umano, ovvero il suicidio e la violenza verso gli altri. Allo Psichiatra vengono fatte anche e soprattutto richieste di controllo sociale e di risoluzione di situazioni spesso di pertinenza delle Forze dell’Ordine. Questo molto di frequente comporta che la gente si dimentica che il lavoro dello Psichiatra è prima di tutto rivolto al lenire il disagio psichico di persone che stanno soffrendo di patologie mentali gravi verso le quali spesso non hanno consapevolezza.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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