Vi siete mai chiesti come mai i Social Networks (Facebook, Twitter, Instagram, Google+, …) sono gratis? La risposta è semplice, le ditte che li hanno creati e che li gestiscono ottengono guadagni stratosferici utilizzando tutti i dati che ottengono dai nostri profili: cosa ci piace, cosa non ci piace, dove siamo, dove vogliamo andare, quali sono i nostri sogni, il nostro ideale di bellezza femminile, maschile e via di seguito. Che ci crediate o meno i Social Networks riescono a cogliere e a rivelare la personalità e moltissimi aspetti psicologici nascosti degli utenti che li utilizzano.

Iniziamo subito con il dire che tutto questo non è necessariamente un male, e che lo studio dei cosiddetti “Big Data” non è certo nato con i Social Networks. Da sempre i Governi e le Industrie sono interessati a raccogliere e a catalogare le dimensioni psicologiche e di personalità della gente per i più svariati utilizzi, alcuni utili e rivoluzionari, altri finalizzati al controllo o al pilotare le nostre scelte di acquisto.

Tutte queste analisi sono estremamente affidabili ed informative perchè le persone utilizzano i Social Networks in maniera così coinvolgente ed istintiva da renderli dei veri e propri strumenti rivelatori delle nostre caratteristiche psicologiche, e tutte queste informazioni sensibili che noi lasciamo su Facebook o Twitter sono il prezzo che paghiamo per utilizzarli.

Il nostro rapporto con i Social Network segue essenzialmente due regole di base:

  • Una regola molto importante della Psicologia ci rivela che quando una persona è messa in relazione con gli altri non può non comunicare cose di lui, ovvero anche senza rendersene conto un soggetto fornisce sempre e comunque moltissime informazioni autentiche sulla propria personalità
  • Quando una persona, messo in relazione con altre persone, pensa di stare esercitando un controllo o una censura su quello che sta comunicando, rivela altrettante, ed addirittura più profonde, informazioni su di lui. Tanto per semplificare, quando tentiamo di controllare quello che comunichiamo diciamo cose ancora più importanti sulla nostra psicologia

Inizio subito a dirvi che una delle caratteristiche dei Social Network che favorisce l’evacuazione spontanea di informazioni su di noi è l’assenza di uno o più interlocutori “reali”; ad esempio quando postiamo qualche cosa su Facebook, da un certo punto di vista noi siamo inconsapevolmente portati a pensare che stiamo scrivendo su di un “diario segreto”, o su di un file di Word gelosamente custodito nel nostro computer, mentre invece stiamo mettendo in una vetrina mondiale delle informazioni.

E cosa succede quando vediamo gli altri interagire con i nostri pensieri o con le nostre foto? Accade che il nostro Narcisismo (e tutti ne abbiamo una quota più o meno sviluppata…) ci impedisce di capire quale sia la sensazione “reale” che stiamo suscitando negli altri, e qualsiasi interazione degli altri, come likes o commenti, viene vissuta come rinforzante e favorente il nostro esprimerci, anche quando ha connotati critici o negativi.

Volete un esempio? Una bella ragazza posta su Facebook una sua foto molto sexy in bikini su di una spiaggia tropicale. Ecco arrivare puntualmente qualche centinaio di “Like” e di commenti. La ragazza sa di certo che molti di questi “like” vogliono dire “sei davvero bella”, ma altrettanti hanno l’obiettivo di rinforzare la persona a mettere altre foto ancora più imbarazzanti, perlomeno secondo il punto di vista di alcuni utenti, per poter esprimere, ad esempio con i colleghi d’ufficio, commenti negativi. Come mai una ragazza che nella vita “reale” è timida e magari piuttosto controllata, e consapevole di questi meccanismi di funzionamento psicologico delle altre persone, può aver voglia di continuare ad esprimere aspetti di lei che molti troveranno estranei a quella stessa persona?

Tutti noi sappiamo che quando comunichiamo su Facebook o su Twitter accadono cose piuttosto strane. Ad esempio persone timide diventano improvvisamente spavalde, o ancora individui rudi e freddi si propongono con modalità romantiche esprimendosi con modalità melodrammatiche o addirittura stucchevoli; le persone silenziose producono fiumi di parole, gli aggressivi ed i loquaci improvvisamente si zittiscono e diventano ipercontrollati. Perchè questo avviene?

meme-corona

La risposta a queste domande è questa: effettivamente sui Social Network esprimiamo aspetti psicologici profondi e comportamenti dei quali non siamo consapevoli…

In generale, quando la comunicazione con le altre persone è in qualche maniera mediata, diventa per magia più profonda ed informativa. Questo fenomeno di slatentizzazione di nostri aspetti di personalità nascosti non nasce certo con i Social Networks, ma ben prima. Cosa avrebbe fatto un corteggiatore timido e romantico 100 o 200 anni fa per esprimere i propri sentimenti con la persona amata? Ovvio, avrebbe scritto una lettera! E sino alla fine degli anni ’80 cosa pensate che avrebbe fatto la stessa persona? Avrebbe fatto una telefonata! E negli anni ’90? Avrebbe inviato un bellissimo SMS… Stessa cosa per i messaggi politici scritti sui muri, gli insulti nei bagni pubblici, gli scherzi telefonici, i graffiti sui treni: quando parliamo alle persone con modalità indirette siamo portati a pensare di parlare a noi stessi.

Comunicazione-mediata

Con l’avvento di Internet il ventaglio di Mezzi di Comunicazione Mediati si è allargato a dismisura: chat line, email, social networks, skype … ma il meccanismo psicologico di base rimane lo stesso.

Quindi quando una persona comunica sui Social Networks sa consapevolmente che sta parlando ad una marea di persone, ma inconsapevolmente continua a sperimentare la sensazione tranquillizzante di stare scrivendo un proprio “diario segreto”. Il nostro narcisismo ci mantiene in questa posizione di tranquilla evacuazione dei nostri aspetti psicologici più profondi dato che interpreteremo ogni interazione degli altri con il contenuto che abbiamo postato in maniera sempre positiva e rinforzante, anche quando non è così. Quasi a conferma dell’idea che qualsiasi cosa è meglio del silenzio da parte degli altri, e del non essere presi in considerazione dai nostri simili.

E tutti quelli che non usano i Social Networks? Non penserete certo di essere esenti dal fornire informazioni su di voi, vero? Leggete subito questo altro mio articolo…!!!

“Facebook non ti rende più stupido, semplicemente ti fa diventare quello che sei…”

Valerio Rosso

 

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

The following two tabs change content below.
Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
error: Contenuto Protetto !!
Share This