La seconda legge della termodinamica ci ricorda quello che intuitivamente tutti noi nella vita impariamo a conoscere a nostre spese: tutto tende al disordine.

Il fulcro segreto della nostra esistenza è senz’altro il nostro costante ed eroico opporci al disordine. Potremmo addirittura affermare che la capacità ad organizzare equivale ad una spinta alla vita, che si contrappone alla spontanea deriva verso il disordine, che potremmo definire come una spinta di morte.

La capacità di mantenere l’ordine nelle dimensioni della nostra esistenza è evidentemente una buona garanzia di salute mentale: ordine nelle relazioni, ordine nella gestione del denaro, nell’attività lavorativa, nelle faccende di casa, e così via.

Il mantenimento di un ordine negli aspetti pratici della nostra esistenza coincide spesso con la presenza di un Ordine Mentale; di fatto è l’ordine che la nostra mente riesce a propagare intorno a noi che ci permette di avere “spazio” per acquisire competenze, nuove conoscenze ed abilità. L’organizzazione, in questo senso, è sinonimo di sviluppo.

Che cosa accade quando una persona perde l’abilità a mantenere in ordine la propria esistenza? Da un certo punto di vista il Funzionamento Globale di un individuo è intimamente connesso con la sua capacità di organizzare e di finalizzare i propri atti, dai più banali ai più evoluti. La perdita di questa capacità può essere attribuita a due ordini di cause: Disorganizzazione derivante da cause Psicopatologiche e Non Psicopatologiche, oppure da una più complessa interazione tra cause di entrambi i gruppi.

Le principali cause di Disorganizzazione non francamente patologiche si possono riassumere nei seguenti punti:

  • Mancanza di un Obiettivo Preciso: quando siamo guidati da uno scopo importante o da una grande passione il vettore della nostra esistenza si orienta automaticamente in una direzione molto precisa e, cosa altrettanto importante, la mantiene. Quali aree della mia vita o della mia cultura intendo migliorare? Quale è la maniera più efficiente per dedicarmi ad un mio progetto? Questo genere di domande tende a far sviluppare un più elevato livello di organizzazione.
  • Pigrizia ed Incapacità ad essere Costanti: queste caratteristiche sostengono fortemente il tratto personologico della Procrastinazione, ovvero la tendenza a rimandare attività quotidiane ordinarie o straordinarie. Non basta avere chiari quali sono i nostri obiettivi quotidiani, bisogna riuscire a passare all’azione per raggiungerli.
  • Incapacità a rimanere Focalizzati a lungo: vi è mai capitato, mentre leggete un libro, di dover ritornare più volte su di una frase? Questo solitamente accade perché è presente un sovraffollamento di pensieri o, come si dice modernamente, un Ipertrofia del Pensiero.
  • Incapacità di vagliare criticamente le informazioni che riceviamo: saper distinguere ciò che è importante da ciò che è invece accessorio o superfluo richiede allenamento e continuo confronto con gli altri. Possedere la capacità di sintetizzare e di “cogliere il nocciolo” della questione permette di raggiungere degli ottimali livelli di organizzazione.

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E cosa possiamo dire delle cause più espressamente legate ad una Psicopatologia che comportano la perdita della capacità a mantenere organizzata l’esistenza?

Anche in questo caso ho pensato di proporre una lista di alcuni Disturbi Psichici che causano disorganizzazione:

  • Fenomeni di Dipendenza: sia che si tratti di dipendenza da persone, da sostanze o da gioco d’azzardo, ogni fenomeno di dipendenza patologica rende un individuo meno versatile e più propenso alla procrastinazione poiché ogni energia psichica viene indirizzata al soddisfacimento del bisogno anomalo.
  • Schizofrenia: è per definizione la malattia mentale che più di altre compromette l’organizzazione razionale del pensiero, intaccando la capacità critica, la costanza ed il mantenimento dell’attenzione.
  • Demenza nelle sue varie forme: per molti aspetti le varie forme di demenza comportano una compromissione simile a quella che si ha in corso di schizofrenia.
  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo: per sua definizione il dubbio patologico che consegue a questo disturbo rende impossibile identificare a qualsiasi livello un obiettivo da perseguire, e la rimuginazione comporta una costante sensazione di spossatezza psichica che avrà come risultato la costante procrastinazione.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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