Il termine Democrazia Recitativa riguarda la nostra Società post-Moderna: perchè quando andiamo a votare tutti noi abbiamo una “voce interiore” che ci instilla il dubbio che niente cambierà mai?

Nella Democrazia Recitativa non viene negata la libertà di scelta dei propri governanti da parte di coloro che sono governati, ovvero gli elettori. Quello che accade è che questa libertà di scelta viene resa semplicemente irrilevante sulle conseguenze politiche una volta che la scelta del leader è stata fatta. Infatti, dopo l’elezione al governo, chi comanda ha la libertà di violare ogni proposta/promessa pre-elettorale in maniera totalmente impunita. Gli esempi in Italia si sprecano, un esempio emergente negli USA del 2016 è stato Donald Trump.

La Democrazia Recitativa è simile a quelle forme di governo democratico che già gli antichi greci conoscevano e criticavano, stiamo parlando di raffinate forme di demagogia, che vorrebbero inducono, tramite un Reality Distortion Field, a far apparire il rapporto tra il leader e la folla dei votanti un esempio di funzionamento democratico della Società.

Il meccanismo è tanto semplice quanto subdolo ed inarrestabile: io ti prometto, tu mi voti, io non mantengo.

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La personalizzazione della politica nella figura del Leader, che stabilisce un rapporto viscerale, suggestivo e diretto con la folla degli elettori, è il motore che sta alla base del meccanismo della Democrazia Recitativa.

Le elezioni politiche sono diventate uno scontro mediatico (TV, Social Media, Giornali, Web) tra Leaders che orchestrano la loro propaganda tramite un Reality Distortion Field e rendono la propria persona un Brand, elicitando il consenso delle folle attraverso appelli suggestivi ed emotivi, espressi mediante forme linguistiche elementari, sempre melodrammatiche.

La campagna elettorale viene convertita nell’allegoria di una lotta in cui si decide sempre e comunque il futuro del popolo e il destino della nazione.

Il fenomeno della personalizzazione della politica trasforma il governo in una Democrazia Recitativa dove gli attori principali diventano il capo e la folla che lo elegge, l’uno sempre più dotato di libertà di movimento e di potere, l’altra ridotta a semplice “moltitudine votante”, plaudente ed acclamante, ma completamente priva di influenza sul potere e sulle decisioni del capo perchè non ha gli strumenti per controllarlo, monitorarne i risultati ed eventualmente delegittimarlo ed espellerlo una volta salito al potere.

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Colin John Crouch è un sociologo e politologo inglese che è divenuto celebre per avere creato il termine Postdemocrazia. Colin Crouch afferma che, con la Personalizzazione della Politica e del Potere, la Democrazia Liberale diventa una Postdemocrazia dove le elezioni continuano a svolgersi e a condizionare la formazione del Governo, ma senza coinvolgere effettivamente gli elettori nelle scelte dei governanti limitandosi a decidere solamente la loro ascesa al potere.

Il Dibattito Elettorale diventa quindi uno spettacolo saldamente controllato e condotto da gruppi rivali di professionisti della comunicazione esperti nelle tecniche della persuasione. Una volta concluso lo spettacolo della lotta elettorale, la politica viene poi decisa in privato dall’interazione del Leader con gruppi d’élite che rappresentano gli interessi economici.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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