L’Acatisia può essere un effetto collaterale frequente durante il trattamento della Schizofrenia con antipsicotici sia tipici che atipici.

Quali sono i trattamenti famacologici più efficaci per questo sintomo che, se non adeguatamente affrontato, può portare alla sospensione dell’antipsicotico con il rischio di una ricaduta?

L’Acatisia è un disturbo psicomotorio, esperito in maniera soggettiva con scarsi sintomi obiettivi, che si manifesta con l’incapacità di mantenere la posizione seduta, di star fermi a causa di una irrequietezza motoria ed “interna” che genera di frequente ansia, agitazione ed episodicamente fenomeni parestesici.

In generale, i tassi di prevalenza riportati di Akatisia durante il trattamento con antipsicotici varia tra il 5 ed il 36.8%.

Spesso il paziente interrompe il trattamento della Schizofrenia quando emerge l’Acatisia poiché tale sintomo è particolarmente difficile da tollerare per la grossa quota di ansia e di tensione interna che genera.

Benzodiazepine, Beta Bloccanti ed il farmaco anticolinergico Benztropina (Cogentin®), non disponibile al momento in Italia, sono riportati essere efficaci in letteratura: ma quale è il farmaco con il maggior razionale da utilizzare per trattare l’Acatisia del paziente schizofrenico?

Sino a qualche anno or sono, le Benzodiazepine sono state considerate farmaco di scelta nella terapia dell’irrequietezza motoria da neurolettici. D’altra parte, verso l’inizio del 2016, un’analisi retrospettiva di segnalazioni e di dati relativi alla mortalità ha sentenziato che le benzodiazepine usate nel paziente Schizofrenico erano responsabili di un incremento dei tassi di mortalità (1).

Pochi mesi prima, una correlazione positiva tra il dosaggio delle benzodiazepine somministrate ai pazienti schizofrenici e la loro mortalità è stata trovata anche in un’analisi del database nazionale svedese sempre nei pazienti adulti affetti da schizofrenia (2).

Nonostante nessuno studio abbia dimostrato una causalità diretta tra utilizzo di benzodiazepine e aumentata mortalità nei pazienti schizofrenici, una certa cautela andrebbe consigliata. In effetti nell’ultimo anno sono frequenti i suggerimenti dagli esperti del campo circa l’opportunità di utilizzare i Beta Bloccanti per il trattamento di prima linea dell’Acatisia, in particolare il Propranololo.

Come intervento farmacologico di seconda linea si avrebbe la Benztropina, se disponibile, e solo in terza istanza, previa valutazione dei rischi, si consiglierebbe l’utilizzo delle benzodiazepine; altri agenti farmacologici studiati per il trattamento di questo effetto collaterale da antipsicotici sono stati il ritanserin, il piracetam, l’Ac. Valproico e gli antidepressivi triciclici.

Minime evidenze indicano anche l’utilità dell’integrazione con la Vitamina B6.

 

Bibliografia:

  1. Cynthia A. Fontanella, PhD; John V. Campo, MD; Gary S. Phillips, MAS; Danielle L. Hiance-Steelesmith, MSW; Helen Anne Sweeney, MS; Kwok Tam, MS; Douglas Lehrer, MD; Robert Klein, PhD; and Mark Hurst, MD Benzodiazepine Use and Risk of Mortality Among Patients With Schizophrenia: A Retrospective Longitudinal Study J Clin Psychiatry 2016;77(5):661–667
  2. , M.D., Ph.D., , Ph.D., , Ph.D., , Ph.D., , Ph.Lic. Mortality and Cumulative Exposure to Antipsychotics, Antidepressants, and Benzodiazepines in Patients With Schizophrenia: An Observational Follow-Up Study Published online: December 07, 2015  |  http://dx.doi.org/10.1176/appi.ajp.2015.15050618

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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