La Clomipramina, in commercio sia come farmaco equivalente, sia come farmaco “di marca” con il nome di Anafranil © commercializzato dall’azienda farmaceutica Novartis, è un antidepressivo triciclico di prima generazione che viene usato in psichiatria per la terapia di diverse forme morbose.

Che cos’è la Clomipramina? Cosa si intende per antidepressivo triciclico? Quali indicazioni terapeutiche effettivamente ha la Clomipramina? Quali effetti collaterali può causare la clomipramina?

La Clomipramina (Anafranil @) è un farmaco che è stato assolutamente una pietra miliare per la psicofarmacologia.

La Clomipramina viene definita un farmacoTriciclico per via della struttura chimica,  costituita da tre anelli, agiscono contemporaneamente in senso agonistico (in particolare sui sistemi noradrenergico e serotoninergico)bloccando il trasportatore della serotonina (SERT) e della noradrenalina (NET) rispettivamente.

La struttura chimica dei triciclici è in qualche modo analoga a quella delle fenotiazine, una classe di farmaci che include molti antipsicotici, e inizialmente vennero prodotti proprio con l’indicazione di farmaci contro i sintomi psicotici.

La maggioranza delle molecole tricicliche hanno anche notevole affinità come antagonisti recettoriali sui recettori serotoninergici 5-HT2, 5-HT2A e 5-HT2C, 5-HT6,  5-HT7, sui recettori adrenergici α1, sui recettori NMDA e come agonisti del recettore σ e σ2: queste attività possono contribuire sia al loro effetto terapeutico sia ad alcuni effetti collaterali.

I Triciclici, inclusa la Clomipramina, antagonizzano i recettori istaminici H1 e H2, ed i recettori muscarinici. Questi effetti contribuiscono ad alcuni effetti collaterali di questo farmaco, anche se il blocco dei recettori H1 e H2 può essere utile per aumentare l’appetito e favorire la sedazione terapeutica.

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Storia degli Antidepressivi triciclici

All’inizio degli anni ’50 si scoprì l’azione antitubercolare dell’isoniazide, una sostanza ricavata dai residui dei combustibili bellici, da parte di alcune aziende farmaceutiche (Hoffman-La Roche e Squibb del New Jersey). Pochi anni dopo l’ introduzione sul mercato dell’isoniazide, i decessi per tubercolosi negli USA si ridussero a soli 4 decessi per 100.000 abitanti.

Nel 1953 un fotografo dell’ Associated Press diffuse alcune foto del Sea View Hospital di New York nelle quali venivano ritratte delle pazienti trattate con un derivato dell’isoniazide che erano particolarmente sorridenti, danzanti in un clima di festa: qualcuno si accorse che questi effetti euforizzanti della terapia sembravano eccessivi e non solo imputabili al miglioramento clinico, e qualche psichiatra provò ad utilizzare il farmaco nei pazienti depressi.

Nel luglio del 1957, durante il congresso annuale dell’American Psychiatric Association a Siracuse, lo psichiatra statunitense Nathan Kline  presentò i suoi primi risultati ottenuti su pazienti depressi trattati con il farmaco antitubercolare, il cui nome commerciale all’epoca era Marsilid.

L’anno dopo, nonostante il farmaco fosse ancora registrato solo come farmaco antitubercolare, 400.000 pazienti depressi vennero trattati con l’iproniazide con ottimi risultati, dando il via all’utilizzo di una classe di farmaci in grado di curare la depressione.

Sempre in quell’anno, durante il II Congresso Mondiale di Psichiatria a Zurigo, Roland Kuhn portò i suoi dati sulla efficacia antidepressiva di un’altra molecola, denominata G-22355 derivata dal farmaco antitubercolare, davanti ad una svogliata platea di una decina di persone che ritenevano ancora che la depressione fosse solo il risultato di processi psicodinamici e di conflitti intrapsichici.

Kuhn, un giovane assistente presso l’ospedale psichiatrico cantonale di Munsterlingen, vicino a Basilea, aveva ricevuto dall’azienda Geigy una nuova molecola, la G-22355 il cui vero nome era Imipramina, che avrebbe dovuto avere anche proprietà antipsicotiche, dimostrato poi non essere vero.

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Indicazioni, Posologia ed Effetti Collaterali della Clomipramina

La scheda tecnica riporta una ampia serie di indicazioni, ovvero Stati depressivi di varia eziologia e sintomatologia come endogeni, o reattivi, o neurotici, oppure organici, mascherati, e forme involutive di depressione, ma anche depressione associata a schizofrenia e disturbi della personalità, troviamo anche sindromi depressive da presenilità o senilità, da stati dolorosi cronici e da disturbi somatici cronici. Infine abbiamo l’indicazione nelle sindromi ossessivo-compulsive, fobie, attacchi di panico e stati dolorosi cronici.

Nella pratica le cose, modernamente, sono un pochino diverse. L’utilizzo della Clomipramina viene privilegiato in ambito specialistico, visto il suo profilo di effetti collaterali più importante rispetto ad altre opzioni terapeutiche (ad es. gli SSRI). Quindi, in pratica, viene utilizzata nelle forme depressive gravi e resistenti, nel disturbo ossessivo-compulsivo grave in monoterapia o in associazione ad SSRI o ad antipsicotici.

La Posologia della Clomipramina riportata in scheda tecnica è la seguente: dose iniziale 25 mg/die, dose di mantenimento da 100 a 250 mg/die; il dosaggio terapeutico va suddiviso in due somministrazioni al dì e raggiunto aumentando di 25 mg ogni tre giorni; negli anziani dosi ridotte del 50%.

Sono molti gli effetti collaterali riportati nel foglio illustrativo, i più frequenti sono:

    • Da blocco colinergico (probabilmente i più frequenti): secchezza delle fauci, stipsi, disturbi dell’accomodazione, tachicardia, tremori, impotenza, eiaculazione ritardata.
    • Da blocco dei recettori adrenergici: ipotensione ortostatica, tachicardia, ipersedazione.
    • Da blocco dei recettori istaminici: ipersedazione, aumento di peso.

 

In conclusione, gli antidepressivi triciclici come la Clomipramina, nonostante un profilo di effetti collaterali più grave degli SSRI, sono comunque molecole molto efficaci e può essere utile ricordare che sono molto meno costose degli SSRI. Sono farmaci meno maneggevoli, ma le controindicazioni assolute non sono poi così importanti e gli effetti collaterali sono comunque gestibili.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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