Ci possono essere varie definizioni del concetto di Loop Esistenziale, quella che voglio proporvi è questa: una condizione di ripetizione continua di abitudini, spesso gratificanti, che tendono a costituire, nel lungo periodo, un limite all’evoluzione personale.

Di fatto un Loop Esistenziale è una “gabbia dorata” dalla quale è molto difficile uscire. La parola inglese “Loop” è usata in questo caso per indicare un ciclo chiuso e ripetitivo che influenza significativamente la nostra esistenza senza che noi ce ne accorgiamo.

Che cosa costituisce, concretamente, un Loop Esistenziale? Esso viene a crearsi sulla base di abitudini, più o meno sane, in apparenza innocue e delle quali siamo poco consapevoli, che si ripetono a distanza di minuti, ore, giorni, settimane o mesi.

Vi inizio a fare degli esempi di alcuni elementi che possono dare vita ad un Loop Esistenziale: alcuni cibi, le vacanze, molti degli acquisti che facciamo, film, alcuni tipi di relazione che sviluppiamo con le persone, il fumo di sigaretta, il parrucchiere, l’automobile, il lavoro, bevande alcoliche, il caffè e molto altro.

Iniziate a capire cosa intendo? Vi sto parlando di tutti quei micro-avvenimenti, concatenati tra loro, che ci danno l’illusione di vivere una vita appagante e che costituiscono una parte importante del tempo che viviamo, spesso senza che noi neppure ce ne accorgiamo.

Ad esempio, quando acquistiamo una maglietta in un centro commerciale, sperimentiamo una buona sensazione ed abbiamo la sensazione di “star meglio”. Allo stesso modo se ci fumiamo una sigaretta in una pausa sul lavoro, oppure se pianifichiamo di cambiare automobile, improvvisamente riusciamo a scacciare diverse brutte sensazioni o, peggio, il senso di vuoto di una giornata qualunque.

Da un certo punto di vista i nostri personali Loop Esistenziali potrebbero coincidere con la nostra cosiddetta Zona di Comfort, ovvero quello spazio di movimento che ci siamo dati sulla base di gratificazioni che ci aiutano a controllare stress ed ansia ma che sono, tutto sommato, misere ed insufficienti a farci sentire realizzati.

Uscire a mangiare la pizza con gli amici, cambiare moto o auto ogni tanto, bere alcol al sabato o più volte alla settimana, mangiare dolciumi, comprarsi piccoli oggetti o vestiti nei centri commerciali, sono tutte attività che rischiano di costituire un Loop Esistenziale a meno che non derivino da un nostro bisogno profondo o da una nostra vera passione.

Volete un esempio? Eccovelo: Quante volte ci chiediamo se l’ultimo nostro weekend è stato davvero appagante? Ad esempio ho acquistato una maglietta per 15€, ho mangiato una pizza per altri 20€? E’ quello che davvero voglio? Quanta soddisfazione mi ha dato? E’ quello che voglio fare tutta la vita? Le persone con le quali ho bevuto 2 o 3 drinks e con le quali ho fumato un numero imprecisato di sigarette, mi piacciono davvero? Che sensazione avrò, lunedì mattina, di questo fine settimana?

Non pensiate che farsi queste domande sia “eccessivo” o “senza senso”: in realtà è proprio vivere una vita senza senso e lontano dalle nostre vere passioni che è eccessivo e senza senso, no?

Ormai non ci accorgiamo neppure più del fatto che ci hanno inconsciamente convinto che fare piccoli acquisti in un centro commerciale sia il massimo delle nostre attività appaganti, e ci controllano portandoci a pensare che siamo, addirittura, fortunati a poter comprare una marea di oggetti, cibi o servizi che costano pochi euro e ne valgono ancora meno. Il nostro cervello, nel nostro centro commerciale preferito, produrrà quella piccola quantità di Dopamina sufficiente a farci superare un’altra settimana di lavoro misero ed usurante nell’attesa di un nuovo weekend nel quale ci dedicheremo a nuove micro-gratificazioni…

ayahuasca

E’ davvero questo il modo nel quale vogliamo vivere?

Restare dentro il nostro Loop Esistenziale non ha sicuramente nessun aspetto positivo: tutte le piccole gratificazioni che sperimentiamo sono utili solo ad allontanarci dal nostro IKIGAI. Non sapete che cosa è l’IKIGAI? Ve lo spiego in questo articolo, leggetelo e poi tornate qui, ok?

In realtà tutti i nostri Loop Esistenziali hanno conseguenze spesso ancora più gravi del non farci realizzare i nostri sogni, alle volte ci impediscono addirittura di far nascere in noi dei sogni o delle vere aspirazioni.

Avete capito che il nostro obiettivo, come esseri umani, è quello di rompere il nostro Loop Esistenziale e di considerare tutte le abitudini ed i comportamenti che lo costituiscono delle vere e proprie “piccole malattie” da curare e da lasciarci alle spalle.

Che cosa accomuna tutti queste piccole abitudini, tutti questi piccoli eventi gratificanti della nostra quotidianità? Diverse cose, eccovi una lista preliminare che poi provvederò a spiegare punto per punto:

  1. Sono spesso abitudini o eventi concatenati tra loro.
  2. Non sono stati scelti da noi, ovvero non rappresentano un nostro autentico desiderio.
  3. Risultano vissuti con modalità poco consapevoli ed automatiche.
  4. Sono micro-avvenimenti che generano, di fatto, una sorta di dipendenza e danno veri e propri sintomi di astinenza se non li ripetiamo.
  5. Ogni evento della catena che genera un Loop Esistenziale produce una piccola gratificazione, una piccola porzione di felicità: in termini di biochimica dei nostri neuroni, abbiamo un evento neuronale di tipo Dopaminergico.

La lista che vi ho appena fatto merita alcune spiegazioni.

Il punto (1) è facile da illustrare con alcuni esempi. Avete presente come funziona la cosiddetta “vita da Pub“? Alcol, caffè, sigaretta, alcol, caffè, sigaretta, etc. Avete invece presente una giornata al centro commerciale? Compro maglietta, compro gelato, un gratta e vinci, poi compro un oggetto per la casa, un caffè e poi un gratta e vinci, etc. Provate a pensare ad altri esempi adesso, sono sicuro che ne potrete trovare molti altri…

Il più importante dei punti riportati nella lista precedente è, probabilmente, il (2): di tutte queste micro-gratificazioni, quale avete davvero scelto voi? Alcol, caffè, sigarette o droghe varie ce le siamo letteralmente ritrovate addosso, dato che nessuno sceglie queste sostanze per il loro reale “gusto”. Dopo che ci sono state proposte, abbiamo proseguito con l’utilizzo solo ed esclusivamente per i loro effetti psicotropici, niente altro. E tutto il resto? Relazioni sbagliate, magliette, scarpe, gelati, cibi spazzatura, gadget elettronici, oggetti per la casa, auto, moto, TV, amici sbagliati, tutte queste cose da dove arrivano?

La risposta è una sola: dalla nostra tendenza innata a mantenere “lo stato delle cose” che ci sembrano vantaggiose. Certamente per un uomo primitivo trovare una bella caverna accogliente, vicino ad un fiume, in un luogo temperato rappresenta una condizione ideale da mantenere… perchè cambiare?

Ma nel nostro caso, quello di esseri umani che vivono in una società piena di vantaggi ma anche di trappole esistenziali, le cose stanno molto diversamente. Di tutte le gratificazioni che possiamo sperimentare in questi anni 2000 siamo sicuri che stiamo scegliendo davvero le più allettanti? Le nostre Vite da Pub o le nostre Vite da Centri Commerciali rappresentano davvero il nostro IKIGAI?

La tendenza a mantenere lo stato delle cose, peraltro, non è presente solo in persone che non possono permettersi stili di vita troppo costosi, anzi. Tutti noi siamo potenzialmente a rischio di ritrovarci in un Loop Esistenziale senza rendercene conto, dato che la nostra società si alimenta, economicamente parlando, grazie al fatto che riesce a far spendere a tutti, ma proprio a tutti, gli esseri umani i pochi soldi che ci avanzano, una volta tolte le nostre esigenze di base.

Il punto (3) è tanto vero quanto ovvio: oramai non ci accorgiamo neppure più di comprare oggetti o di sottostare a degli stili di vita che ci danno davvero il minimo indispensabile di gratificazione per riuscire a tirare avanti. Stare insieme a persone con le quali non abbiamo nulla a che spartire oppure proseguire dei lavori o degli stili di vita che non ci appartengono ci ha portato a non farci più domande proprio per non doverci dare risposte molto scomode.

Secondo il principio di mantenere “lo stato delle cose” e, quindi, di rimanere dentro al nostro Loop Esistenziale siamo portati a non indagare più sul fatto se la nostra vita ci appartiene davvero e se stiamo trascorrendo l’esistenza che davvero vogliamo. Viviamo in maniera automatica e poco consapevole.

Nel momento in cui apriamo davvero i nostri occhi, il cambiamento si attua in maniera spontanea e naturale.

Finiamo con gli ultimi due punti della lista, il (4) ed il (5).

Il nostro attaccamento malsano a tutte le micro-abitudini e le micro-gratificazioni che generano il nostro Loop Esistenziale, può essere paragonato ad una vera e propria dipendenza che genera autentiche crisi di astinenza una volta che i vari passaggi non vengono rispettati. La ragione è semplice: tutte le micro-abitudini e le micro-gratificazioni a cui siamo abituati coinvolgono dei circuiti del nostro cervello che funzionano grazie ad un neuromediatore chiamato Dopamina.

Vi voglio portare un esempio su come funzionino i circuiti cerebrali basati sulla Dopamina: quando siamo innamorati, coinvolti da sensazioni inebrianti, nel nostro cervello aumentano i livelli di dopamina, una sostanza che ci spinge ad essere euforici e a mostrare comportamenti volti a mantenere il rapporto con il partner, per sedurlo e per essere gratificati dal suo affetto.

In questo caso si crea un ciclo che causa una dipendenza positiva nel quale l’amore tende ad attivare le stesse strutture neuronali che si attiverebbero, ad esempio, prendendo una sostanza stupefacente oppiacea, la quale alza allo stesso modo i livelli di dopamina.

Modificazioni della dopamina e delle strutture del nostro cervello ad essa collegate avvengono, quindi, in molte situazioni della nostra vita e non c’è da stupirsi se gli elementi che costituiscono i nostri Loop Esistenziali abbiano nei confronti del nostro cervello una funzione simile a quella di alcune droghe.

Concludo dicendo che l’obiettivo di questa mia riflessione è quello di spingere le persone ad essere più attenti alla loro quotidianità, perché è proprio in tutte le nostre piccole abitudini e nella routine che si gioca la possibilità di raggiungere o meno degli obiettivi di rilievo.

Sembra proprio che il cambiamento vero e definitivo verso una vita più appagante passa dalla costruzione di una routine quotidiana sana ed efficace che sia costruita su abitudini che assecondino le nostre vere passioni ed i nostri veri obiettivi di vita. Quali differenze ci sono tra delle routines quotidiane efficaci ed un Loop Esistenziale? Come si fa a rompere un Loop Esistenziale? La risposta in un altro post!

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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