Si tende a pensare agli interventi di chirurgia plastica a fini estetici come ad un vezzo, un capriccio inutile per assecondare il proprio narcisismo. In realtà non si prende in considerazione che questi interventi possono migliorare la vita di molte persone.

Come tutti sanno, la chirurgia estetica è quell’area della chirurgia plastica che si occupa della correzione di quelli che vengono considerati difetti della propria immagine corporea. Di pari passo con il crescere dell’importanza data alla proiezione sociale della propria immagine, a partire dalla fine del secolo scorso, è aumentata sempre di più l’esigenza di apparire al meglio delle proprie qualità fisiche e, quando queste fossero insoddisfacenti, ecco arrivare in aiuto la chirurgia. Le tematiche connesse alla chirurgia estetica sono spesso controverse e fonte di accese discussioni: una fonte di benessere o un inutile e pericoloso strumento di autolesionismo?

Una premessa generale storica ed antropologica è d’obbligo.

La modificazione del proprio corpo consiste in un insieme di pratiche chirurgiche o, comunque, invasive atte ad alterare deliberatamente la morfologia e l’aspetto del corpo umano senza che vi sia alcuna apparente ragione medica.

Si tratta di una pratica universale praticata da migliaia di anni per fini di attrazione sessuale ed estetico, come rito di passaggio, per indicare appartenenza ad un gruppo, fiducia o lealtà, per motivi religiosi o per esprimere artisticamente bisogni o desideri profondi.

Possiamo affermare che, in linea di principio, la moderna chirurgia estetica non è poi così dissimile dalle innumerevoli pratiche chirurgiche che da sempre l’uomo attua per alterare a fini estetici il proprio corpo: scarificazioni, mutilazioni, piercing, tatuaggi, amputazioni genitali, inserimento di oggetti sul corpo, biforcazione della lingua, limatura dei denti, sbiancamento dell’ano, fasciature dei piedi, stiratura dei seni, etc.

Fatta questa premessa iniziamo a spiegare come fare a capire meglio la natura del desiderio di modificare le forme del corpo.

La chirurgia estetica parte dal presupposto che un individuo sia insoddisfatto della morfologia, ovvero della forma, di una parte del proprio corpo, solitamente non modificabile con modalità non chirurgiche.

Ad esempio se una donna è insoddisfatta della forma o delle dimensioni delle proprie mammelle, non avrà altro modo per apportare modifiche a quella parte del proprio corpo se non quella di intervenire chirurgicamente; un’altra situazione potrà essere quella di un uomo che decide di voler avere dei muscoli bicipiti più voluminosi, in questo caso l’allenamento in palestra ed un’adeguata alimentazione potranno essere una alternativa alla chirurgia.

In generale, quando si parla di estetica, non è tanto la funzione di una parte del corpo a suscitare interesse, quanto la forma vera e propria. Quindi le finalità sono esclusivamente estetiche.

Se vogliamo essere più esplicativi, in senso generale, una dieta ed un intervento di mastoplastica addittiva non hanno delle premesse molto diverse: il desiderio di modificare il proprio corpo a fini estetici. Allo stesso modo, solo in apparenza le due pratiche sembrano dissimili in termini di rischi che vengono affrontati da chi le mette in pratica, dato che sia la chirurgia che alcune diete possono rappresentare una fonte di rischio.

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Per capire se siamo davvero interessati ad un intervento di chirurgia estetica ed alle inevitabili conseguenze psicologiche che ne deriveranno alcune considerazioni sono d’obbligo, per cui leggete con attenzione…

Ogni individuo, uomo o donna, ha una rappresentazione mentale della propria immagine corporea, una percezione interna del proprio aspetto fisico e di come esso si presenta alle altre persone.

Gli individui che hanno di loro stessi un immagine corporea positiva, solida e ben accettata tendono a sentirsi più sicure di loro stesse nella relazione con le altre persone e nelle varie attività sociali mostrando performance più elevate; coloro che si mostrano insoddisfatti della loro immagine tendono a sviluppare interazioni con le altre persone e con l’ambiente meno soddisfacenti.

In questo senso la chirurgia estetica può, in molti casi, promuovere un immagine più solida e positiva di noi stessi che non passa attraverso l’accettazione psicologica dei nostri difetti fisici o di caratteristiche del nostro corpo, bensì un intervento di modifica vera e propria.

Alle volte piccoli cambiamenti della morfologia del proprio corpo possono tradursi in notevoli e positivi cambiamenti della nostra interiorità con conseguenze inaspettate sul nostro benessere psicologico. La tradizione, antropologicamente documentata, di modificazione del corpo che attraversa tutta la storia umana dimostra che questa soluzione chirurgica non riguarda solo gli ultimi decenni della storia dell’uomo.

Va comunque ricordato che la chirurgia estetica non è priva di rischi ed induce modificazioni importanti del nostro corpo, ed è quindi essenziale aver ben chiaro i benefici che ci si aspetta dall’intervento sul piano fisico e psicologico: prima ancora di fare la prima visita dal chirurgo il paziente dovrà riflettere attentamente sulla sua condizione attuale e sulle aspettative proiettate sull’intervento.

Secondo queste premesse, chi può essere definito il candidato ideale ad un intervento di chirurgia estetica? Iniziate a farvi alcune domande:

  • Perché volete sottoporvi all’intervento?
  • Quali sono gli obiettivi estetici che volete raggiungere?
  • Quali aspettative avete nel lungo periodo?
  • Quali conseguenze pensate che otterrete sul piano del rapporto con gli altri e del vostro ambiente di riferimento (lavoro, famiglia)?

Molte linee guida di chirurgia estetica sono solite definire due principali gruppi di pazienti adatti ad un intervento di chirurgia estetica:

  • Gruppo A: pazienti che sono già in possesso di una buona immagine di loro stessi e che voglio ulteriormente rafforzarla mediante la modifica ragionevole di un particolare fisico che ne turba il senso di “completezza”. Dopo l’intervento questo genere di pazienti avranno un ulteriore rafforzamento dell’immagine di loro stessi che era già piuttosto elevata precedentemente all’intervento stesso.
  • Gruppo B: pazienti che presentano un difetto fisico oggettivamente rilevante, che mette a repentaglio la sicurezza e la facilità nel rapporto con le altre persone e con l’ambiente di riferimento (lavoro, famiglia). In questo caso il risultato psicologico nel post-intervento dovrà, probabilmente, essere accompagnato da un percorso di accettazione della modifica positiva del proprio corpo. In ogni caso, dopo un periodo di adattamento, con magari un intervento psicoterapico o di counseling, questo gruppo di pazienti possono, molto probabilmente, assistere a miglioramenti notevoli della propria autostima e della qualità del rapporto con le altre persone.

Dopo queste premesse è importante sottolineare come non tutti presentano le premesse psicologiche per attuare un intervento di chirurgia estetica.

Nonostante l’incredibile variabilità delle varie situazioni, è possibile profilare alcuni ritratti di pazienti che sul piano psicologico mostrano delle controindicazioni all’affrontare un intervento di chirurgia estetica:

  • Persone che si trovano in una situazione di “crisi” secondaria, ad esempio, ad un divorzio, alla perdita di una persona cara, ad un licenziamento: queste persone potrebbero mirare ad aspettative sbagliate rispetto ad una modificazione corporea, con risultati che non sono direttamente correlati all’intervento stesso.
  • Individui che hanno aspettative troppo fantasiose e bizzarre rispetto all’intervento stesso, ad esempio quelle di assomigliare a personaggi “famosi” della storia o del mondo dello spettacolo, o che vogliono acquisire lo stile o l’identità di qualcun’altro.
  • Gli eterni insoddisfatti, ovvero persone che stanno inseguendo un immagine di loro stessi che appartiene al passato, che hanno subito un grave danno che è già stato ragionevolmente corretto con altri interventi di plastica, oppure che sono ossessionate da un singolo aspetto fisico sul quale hanno già provveduto a richiedere diversi interventi di chirurgia estetica.
  • Individui che mostrano oggettivi disturbi mentali come dismorfofobie, disturbo bipolare non compensato, deliranti cronici, o altro ancora.

Un’ultimi considerazione da fare è quella riguardante le aspettative che avremo dalle altre persone. Non immaginate assolutamente di ricevere complimenti o apprezzamenti dopo un intervento di chirurgia estetica, perlomeno dalle persone del vostro gruppo di riferimento (amici, famigiari, colleghi). La reazione più frequente da queste persone è la critica, più o meno esplicita, e più o meno consapevole.

Inoltre più vi sentirete sicuri di voi stessi ed a vostro agio, più gli altri, che magari sono abituati a vedervi dimessi e poco sicuri di voi, esprimeranno dubbi del tipo “ti preferivamo prima”, “era meglio quando non eri cos’ perfetta” o altro ancora.

In questi casi il consiglio è quello di restare concentrati sugli obiettivi e sulle ragioni che vi hanno spinto a fare l’intervento, di portare pazienza e di attendere che il vostro cambiamento si a”digerito” dalle persone intorno a voi, e richiamate alla memoria sempre le ragioni che vi hanno spinto a voler migliorare un vostro particolare fisico.

Per un breve periodo, di qualche giorno o qualche settimana, prima che i risultati dell’intervento siano stabili ed ottimali, potrebbe essere presente una piccola sindrome depressiva od una lieve malinconia sia per la reazione delle altre persone, sia per il dubbio di aver fatto “la cosa giusta”. Non preoccupatevi troppo ed abbiate la fiducia di aspettare: vedrete che i risultati sul piano fisico e su quello psichico, se avrete avuto delle buone e sane ragioni per intervenire su voi stesse, non si faranno attendere…

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Eccovi infine alcune regole di base per aiutarvi nella scelta di come pianificare in maniera efficace un intervento di chirurgia estetica:

  1. Non sottoporsi ad interventi estetici prima di raggiungere la totale maturità fisica che spesso giunge dopo i 18 anni d’età. Considerate attentamente che l’intervento potrebbe risultare inutile, o addirittura dannoso dato che il corpo sta ancora crescendo.
  2. Informarsi sulla esperienza del Chirurgo Plastico che esegue l’intervento di Chirurgia Estetica, ovvero valutare se è effettivamente un dottore abilitato ai tipi di interventi che propone e se li esegue in totale sicurezza. Può essere di aiuto andare a verificare sul sito dell’Ordine dei Medici della Zona di appartenenza i titoli e le qualifiche del Medico che avete scelto.
  3. Considerare una attenta valutazione delle aspettative da parte del medico: si parla della capacità di interpretare correttamente i tuoi desideri al fine di poter stabilire se quanto richiesto può essere ragionevolmente realizzato con l’intervento e se quanto ottenuto potrà rappresentare realmente un elemento positivo per la tua vita ed il tuo benessere psicologico.
  4. Dubitare sempre di chi promette troppo e troppo facilmente, di chi minimizza i rischii, di chi garantisce risultati “perfetti”, di chi prospetta “bellezza pronta e subito”, dei “maghi del bisturi”, dei “chirurghi viaggiatori”, etc.
  5. Non riferitevi mai a modelli irraggiungibili: ricordate che nel 90% dei casi le immagini di veline e modelle non sono reali, ma il frutto di trucchi e ritocchi fotografici. Se volete semplicemente diventare una “bella fotografia” non affidatevi ad un chirurgo ma ad un amico che sa usare photoshop!
  6. Valuta attentamente il feeling che c’è tra te ed il chirurgo che hai scelto: tutti siamo diversi a livello psichico, emozionale e caratteriale, ed un medico può risultare in totale armonia con un paziente ed inconciliabile con un’altro. Il chirurgo può anche essere un ottimo professionista, ma non sottovalutare le sensazioni che suscita in te durante i colloqui preliminari all’intervento.

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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