Logica vs Intuizione?

Gli ultimi 100 anni hanno visto rinascere e prosperare il pensiero logico-matematico, spesso assimilato al pensiero scientifico, che ha permesso meravigliosi avanzamenti culturali per tutto il genere umano. D’altra parte il fiorire di applicazioni utili ed affascinanti del pensiero razionale ha sottomesso e posto in secondo piano un’altra forma di pensiero degli esseri umani: il pensiero intuitivo.

E’ curioso osservare come logica ed intuizione tendano a volersi prevaricare a vicenda, in una sorta di competizione diadica, e tendano a dividere l’opinione delle persone tra i sostenitori della mente ed i sostenitori dello spirito. Questa deriva culturale è assurda e priva di senso, dato che l’uomo dovrebbe poter far uso liberamente di ogni strumento che la natura le ha donato.

Oggi, le neuroscienze confermano l’esistenza di una mente inconscia le cui potenzialità erano sfuggita allo stesso Sigmund Freud: le forme di ragionamento più efficaci degli esseri umani non si verificano sul “palco” della nostra coscienza, ma fuori dalla scena, fuori dalla vista.

L’analisi di alcuni fenomeni come l’elaborazione automatica, il priming subliminale, la memoria implicita, l’euristica, l’elaborazione del cervello destro, emozioni istantanee, comunicazione non verbale e creatività svelano in maniera inequivocabile le nostre capacità intuitive. Pensiero e memoria operano su due livelli: il cosciente / volontario e l’inconscio / automatico.

Un esempio di queste moderne aree di studio è senz’altro l’affascinante ricerca effettuata presso il Riken Brain Science Institute, che studia il cervello dei giocatori esperti di Shogi.

Lo Shogi è un gioco di strategia giapponese, simile agli scacchi ma più complesso: in test controllati, i giocatori più esperti sono in grado di dimensionare immediatamente una strategia basandosi sul tavolo di gioco ad una velocità tale che non può derivare dall’analisi logica di ogni singola variabile di gioco. Inoltre, questi giocatori esperti, a colpo d’occhio riescono a distinguere subito distinguere tra una configurazione di gioco “reale” rispetto ad un assortimento casuale di pezzi.

Inoltre, studiando le scansioni fMRI (Risonanza Magnetica Funzionale) dei giocatori di Shogi, questo team di ricerca sta ottenendo preziose informazioni su quali regioni del cervello sono responsabili dei nostri poteri di intuizione.

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Il Potere dell’Intuizione nelle varie culture

Vi è mai capitato, facendo rientro a casa vostra, di percepire in maniera istantanea che qualche cosa nel vostro appartamento non era “a posto”? Oppure di “sentire” un avvenimento prima che una comunicazione vi confermasse che la vostra percezione era giusta? O ancora che la soluzione ad un problema che vi stava preoccupando arrivasse all’improvviso sotto forma di una immagine o una visione?

Poter sperimentare la potenza della nostra intuizione non è un evento straordinario o raro, in realtà è un’esperienza quotidiana. Il punto è saper ascoltare la nostra voce interiore.

Il concetto di intuizione è presente in ogni cultura, a riprova che in ogni era ed in ogni luogo l’uomo ha avuto la possibilità di esprimere questo dono, questa capacità quasi soprannaturale.

Ad esempio l’antica parola islandese per l’intuizione è “innsæi” (“Innsaei“), e questo affascinante termine in Islanda ha almeno 3 diversi significati.

(1) Può significare “il mare dentro“, che rimanda alla natura senza confini del nostro mondo interiore, un mondo in continua evoluzione, un micro-universo di sentimenti e di immaginazione oltre il pensiero logico e le parole; il nostro mondo interno è molto più ampio di quello che ci immaginiamo o percepiamo secondo la prospettiva distratta e riduttiva della modernità, affidando le nostre capacità di memeoria e di scelta alla tecnologia.

(2) Può significare anche “vedere dentro“, il che può significare la capacità di conoscere noi stessi e gli altri abbastanza bene da essere in grado di metterci nei panni delle altre persone, essere empatici; la capacità di conoscerci e di conoscere tramite lo strumento della relazione è molto potente e può produrre nel teatro della nostra mente inconscia delle vere e proprie “visioni” che ci possono suggerire informazioni su di noi, sugli altri e sulle conseguenze delle nostre azioni.

(3) Infine può voler dire anche “vedere dall’interno verso l’esterno“, cioè avere una forte bussola interna, uno strumento di orientamento per navigare nel mondo in maniera efficace; la Innsaei è una forza caratterizzata da un aspetto soprattutto visivo, una sorta di sogno ad occhi aperti. E’ questo il potere della Rêverie, un argomento che ho già trattato in un’altro articolo.

La cultura islandese della “innsæi” (“Innsaei“), come dicevamo, non è la sola a dare enorme valore alla voce interna dell’intuizione, a questa forma di pensiero che opera al di fuori del dominio della nostra mente cosciente. Altre culture sottolineano la maggiore importanza del pensiero intuitivo rispetto a quello logico: gli aborigeni d’Australia, la filosofia Zen, molte correnti dello sciamanesimo, etc.

Lo stesso termine “intuizione”, deriva dalla parola latina “intueor”, ovvero in “dentro” e “tueor” guardare, ovvero guardare dentro. Un filo rosso unisce il concetto di intuizione in tutte le culture della terra.

Tutte le osservazioni fatte dagli antropologi indicano chiaramente che è stato il predominio del pensiero tecnico-scientifico, della cultura dell’industrializzazione moderna ad aver allontanato l’uomo dalla sua voce interiore, dal potere dell’Intuizione. Come vedete ritorna il tema della mutua esclusività tra intuizione e pensiero logico.

 

In che modo si esprime l’Intuizione?

Le moderne neuroscienze hanno identificato due modalità diversi secondo le quali il nostro cervello può elaborare le informazioni. Un primo sistema, chiamato “cognizione fredda“, è lento e logico, si basa sul pensiero razionale. È il processo cosciente attraverso il quale analizziamo i fatti e i dati che consapevolmente otteniamo dalle nostre osservazioni. Potremmo dire che è il meccanismo secondo il quale il Pensiero Scientifico può manifestarsi.

L’altro sistema è la nostra “cognizione calda“, che è veloce, istintivo, per lo più automatico; questo sistema riesce ad elaborare le informazioni in mille millisecondi, reagendo a stimoli sensoriali, o nostri contenuti inconsci, dei quali non siamo neppure consapevoli.

L’intuizione, naturalmente, appartiene al secondo dominio, la “cognizione calda”. I sentimenti, le reazioni emotive e le visioni che abbiamo in una determinata situazione dove domina la nostra intuizione sono incredibilmente più veloci della nostra mente fredda, ma richiedono elevata attenzione e fiducia nei confronti della nostra voce interna.

La buona notizia è che Cognizione Fredda e Cognizione Calda non sono mutuamente esclusive, ma possono coesistere. Sono come due canali di una radio: nel momento che noi ascoltiamo il primo canale, l’altro non è che non esiste più, e per poterli ascoltare ambedue sarà necessario sintonizzare la radio su di una frequenza o sull’altra.

Il potere dell’intuizione si esprime anche grazie alle cosiddette Percezioni Subliminali. Che cosa sono? La teoria che sta alla base delle percezioni subliminali ci indica che il nostro sistema di sensori diretto verso l’esterno (vista, udito, percezioni tattili, temperatura, etc.) acquisisce molte più informazioni di quelle che la nostra mente cosciente può elaborare. Questo elevato numero di dati non viene perso ma finisce in una sorta di “memoria inconscia” a disposizione della nostra Cognizione Calda.

Ecco spiegato perché la nostra intuizione è una forma di pensiero più potente di quello logico: è molto più veloce e ha a disposizione molti più dati su cui lavorare.

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Come sviluppare il Potere dell’Intuizione

L’intuizione non è un dono o un superpotere che alcuni hanno ed altri no. L’Intuizione è una capacità che può essere sviluppata, al pari di altre nostre capacità mentali. Il punto da tenere in mente è che intuizione e pensiero logico lavorano su due canali diversi, per cui sarà necessario imparare a come sintonizzare la nostra attenzione su di un canale o sull’altro, come nell’esempio precedente della radio.

Quali sono i passaggi per sviluppare la capacità di ascolto della nostra voce interiore, ovvero dell’intuizione? Eccovi i passaggi necessari:

  1. Ascoltare il corpo: l’intuizione non è un’esperienza esclusivamente mentale, ma riguarda tutto il nostro essere; ascoltare i messaggi che il nostro corpo ci invia, dolori, malesseri, tensioni, sensazioni, ci permette di connetterci con una forma di pensiero basata sull’interpretazione di una prospettiva più antica, arcaica, secondo la quale a parlare alla nostra mente cosciente sono le nostre sensazioni.
  2. Dare fiducia ai nostri “sogni ad occhi aperti”: tutti noi quotidianamente sperimentiamo delle Rêverie ovvero delle visioni che arrivano fugaci alla nostra attenzione e poi scompaiono. Siamo così abituati a sperimentare i sogni ad occhi aperti che tendiamo a non dare loro alcuna importanza. Si dice che la persona media, in un’ora, sperimenti almeno 2 o 3 di queste visioni sognanti ma che non ci faccia caso. Una volta raccolta e tenuta a mente la trama del nostro sogno, essa andrà analizzata per cercare di trovare delle connessioni con un problema o con un evento concreto che ci riguarda e che vogliamo risolvere.
  3. Imparare a stare immobili: stare immobili, in questo contesto, è sinonimo di imparare a meditare. Modernamente la pratica della meditazione ha avuto una grossa evoluzione grazie alla Teoria della Mindfulness, al riguardo leggete altri due miei articoli, Articolo 1 e Articolo 2. La meditazione è la chiave per sintonizzarsi con il canale del pensiero intuitivo.
  4. Praticare dei Giochi “intuitivi”: comporre dei puzzle, giocare a carte, giocare a scacchi possono essere attività che contribuiscono a far sviluppare l’intuizione. Allo stesso modo ci sono dei piccoli esercizi quotidiani che possono aiutare grandemente: provare ad indovinare quale di due ascensori arriverà prima, quando un semaforo diventa verde, quale collega arriverà prima al lavoro o cose simili. Sembrano cose da Cavalieri Jedi, ma… provare per credere!
  5. Fate entrare il potere dell’Intuizione nella quotidianità: iniziate a credere nella vostra voce interiore e a fidarvi di lei. Ora che abbiamo imparato a calmare la mente, ad ascoltare il corpo e ad iniziare a consultare la nostra capacità intuitiva in cose banali, ed in giochi, è giunto il momento di iniziare a far lavorare il potere dell’Intuizione nella vita quotidiana. Praticare la consapevolezza del corpo durante le conversazioni, gli incontri di lavoro, i nostri giri al negozio di alimentari, può essere una rivelazione affascinante. Prestate attenzione al modo in cui il tuo corpo reagisce a persone diverse e a situazioni diverse. Consultare l’intuizione quando si sceglie cosa indossare, cosa comprare, dove andare in una serata fuori. Imparate a prestare attenzione a come ci si sente quando si prendono delle buone decisioni, quando sei in giro con la persone che ti piace, quando provate qualcosa di nuovo che ci soddisfa assolutamente, o quando un nostro business si rivela un successo straordinario. Non lasciate andare via queste sensazioni, provate a trattenerle. Lasciate che questi sentimenti e segnali intuitivi vi guidino nelle decisioni future.

Volete approfondire il tema dell’intuizione e di come il suo potere può cambiare il nostro pensiero ed il nostro modo di vivere? Io vi consiglio un libro di Penney Peirce, “La forza dell’intuizione. Risveglia il tuo potenziale innato“, davvero interessante e rivelatore!

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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