I probiotici sono efficaci nel trattamento della Depressione?

I ricercatori della McMaster University in Canada, guidati dal Dr. Pinto-Sanchez, dal Dr. Hall GB e dal Dr. Ghajar, hanno pubblicato un studio randomizzato controllato, in doppio cieco, contro placebo, nel quale sono stati indagati gli effetti dei probiotici sull’ansia e la depressione in un gruppo di pazienti con sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

Sono stati assegnati in modo casuale 41 soggetti adulti con IBS in comorbidità con un disturbo d’ansia e/o depressione da lieve a moderata, che hanno assunto quotidianamente il farmaco probiotico Bifidobacterium longum NCC3001 o il placebo, ed questo gruppo è stato studiato per 6 settimane.

Alla sesta settimana, i pazienti che hanno ricevuto il probiotico hanno avuto una riduzione nei punteggi della depressione di quasi il doppio rispetto all’altro gruppo, mentre non è stato riscontrato alcun effetto sull’ansia o sui sintomi di IBS. I pazienti del gruppo che ha ricevuto il probiotico, inoltre, hanno avuto aumenti statisticamente significativi nei punteggi relativi alla qualità della vita e una oggettiva diminuzione delle risposte funzionali a livello encefalico, misurate con la fMRI (“risonanza magnatica funzionale”) rispetto a stimoli emozionali negativi nelle diverse regioni del cervello coinvolte, comprese l’amigdala e le aree frontolimbiche; tutto ciò non è stato riscontrato nei pazienti che hanno ricevuto il placebo.

Il Bifidobacterium longum è efficace nel lungo periodo?

Un’ulteriore follow up a 10 settimane ha confermato che i punteggi della depressione hanno mantenuto un trend di miglioramento nei pazienti trattati con probiotici rispetto al placebo, a conferma dell’efficacia sul lungo periodo di questo intervento.

Gli autori hanno concluso che il probiotico Bifidobacterium longum riduce i sintomi depressivi ed aumenta la qualità della vita nei pazienti con IBS e che questa riduzione è associata ad una riduzione oggettiva della reattività cerebrale a livello limbico e frontolimbico.

Sono ormai innumerevoli le prove sia a livello di ricerca di base, sia di indagine clinica che affermano che i probiotici, alcuni dei quali possono essere definiti psicobiotici, possono influenzare l’attività del nostro cervello mediante l’influenza che hanno sul nostro microbioma, ovvero la flora batterica residente nell’intestino umano.

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Bibliografia:

  • Pinto-Sanchez MI, Hall GB, Ghajar K, et al. Probiotic Bifidobacterium longum NCC3001 reduces depression scores and alters brain activity: a pilot study in patients with irritable bowel syndrome. Gastroenterology. 2017;153:448-459. Abstract

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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