I recenti scambi tra Kim Jong-Un, suprema guida della Repubblica Popolare Democratica di Corea, e Donald Trump, l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America, sono solo uno spunto per iniziare a parlare di un argomento poco frequentato su tutti i media, ovvero: chi ci governa, o ci ha governato, è scontato che sia sano di mente?

Da Nerone a Hitler per giungere sino ai dittatori di centro america o dell’Africa, fino ad arrivare ad alcune personalità che si sono alternate a rivestire alcune cariche molto importanti nell’Italia negli ultimi 50 anni.

In fin dei conti non sono solo gli estremi a far paura (Hitler ormai non è neppure più un caso storico, è diventato un’iperbole, un luogo comune della quale esistenza in fondo tutti cerchiamo di dubitare…): io credo che l’analisi delle personalità che ci governano o dirigono ci possa indicare che, in alcune di loro, siano presenti delle caratteristiche quanto meno inquietanti.

Non voglio essere generalista, ovviamente, ma d’altra parte nessuno di voi a mai pensato o avuto il dubbio che a detenere il potere nel mondo siano delle persone un pochino “folli”?

Riformulo la domanda in maniera ancora più chiara: nessuno di voi ha mai avuto il dubbio che le caratteristiche di personalità di un essere umano che riesca a conquistare un posto di potere in questo mondo debbano essere per forza abnormi o addirittura patologiche?

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Irresponsabili, superficiali, disonesti o proprio “squilibrati”?

L’analisi delle condizioni mentali dei grandi capi di stato, statisti o personalità di potere che si sono alternate alla guida di paesi o istituzioni è, ovviamente, un genere letterario molto poco frequentato. In realtà, in molti casi, ci si può dedicare ad analisi precise ed approfondite solo a posteriori.

Un bellissimo esempio è quello dell’opera teatrale “La Pazzia di Re Giorgio“, dalla quale è stato tratto un altrettanto bellissimo film. E’ questa la storia dalla improvvisa malattia mentale di Giorgio III di Inghilterra, che regnò alla fine del ‘700 il quale era affetto da porfiria acuta intermittente che in lui generava episodi maniacali che lo rendevano addirittura incapace di governare.

Il libro che forse più di altri ha affrontato il tema della “Follia al potere” è stato quello di Pierre Accoce e Pierre RentchnickI Malati che ci governano“, bellissima ed interessantissima opera, dove si affronta lo spinoso problema dell’elevato numero di grandi potenti della storia che hanno sviluppato malattie poi divenute incompatibili con la possibilità di governare adeguatamente un paese:

I due autori illustrano che la possibilità che un uomo di potere venga fermato dai suoi cittadini o da chi collabora con lui è proporzionale alla percezione generale che vi sia la possibilità di fare “danni” reali al paese o all’ecosistema nel quale viva: la disponibilità degli armamenti nucleari ha in effetti sensibilizzato le istituzioni a prendere in considerazione molto seria la possibilità che una persona di potere possa manifestare squilibrio mentale.

Venendo ad eventi più recenti, forse molti di voi non sanno che l’APA, l’associazione americana degli psichiatria, ha esplicitamente esortato i suoi iscriti a non discutere pubblicamente la questione della ipotetica dubbia salute mentale del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump: questa vicenda ha scatenato molte polemiche e discussioni sulla questione della salute mentale di chi ci governa e sui suoi risvolti morali ed etici.

La prospettiva che gli uomini di potere possano non essere solo irresponsabili, disonesti o superficiali ma, addirittura, realmente squilibrati è presente perlopiù nelle discussioni ufficiose della classe intellettuale che commenta e critica la gestione dei posti apicali di ogni paese del mondo.

Parlando della realtà che conosco meglio, ovvero quella italiana, non credete che certe dissertazioni o manifestazioni di “carattere” di molte personalità politiche siano un esempio di bizzarria personologica più che di disonestà o di spregiudicatezza?

Non voglio fare nomi, perché non è corretto, ma certe esternazioni, certi avvenimenti a cui abbiamo assistito nel nostro paese, non portano a mettere in dubbio la completa sanità mentale di molti politici?

Allo stesso modo voglio portare alla vostra attenzione di come molte altre persone di potere, non solo in politica, possiedano dei tratti di personalità quanto meno bizzarri: non avete mai trovato direttori, amministratori, personaggi delle forze dell’ordine, alti prelati o generiche “persone di potere” che si potrebbero definire “non proprio a posto”?

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Gli Psicopatici che fanno carriera: la follia al potere?

Nella maggior parte dei casi non parliamo di una vera e propria malattia mentale. In quel caso specifico le cose sono molto più semplici.

Infatti nulla vieta ad una persona affetta da una vera e propria malattia mentale di poter dirigere un paese, un’istituzione o un’azienda, se si cura, ovviamente.

Con la parola “psicopatico“, in questo caso usata un pochino impropriamente, intendo ancora un’altra cosa.

Avete mai incontrato persone intelligenti, affascinanti, iperattive, ma dotate anche di una scarsa attenzione agli altri, una sensibilità superficiale al dolore ed alla felicità altrui? Magari personalità dalla evidente o meno capacità manipolativa? Persone che, sebbene spesso dotate di famiglia e figli, sembrano risultare “sole”, sebbene non molto solitarie in effetti, nella loro dimensione esistenziale?

Sebbene la parola “Psicopatico” non sia minimamente rintracciabile nel DSM-V, essa è ancora molto in uso in alcuni ambiti della psichiatria e della psicoanalisi per definire la condizione mentale di persone prive di empatia e che non hanno il minimo scrupolo a utilizzare mezzi distruttivi per affermarsi.

Alcune scuole psicoanalitiche sarebbero orientate a farla coincidere con una particolare forma di disturbo antisociale di personalità, nel quale non é necessariamente presente la spinta a commettere atti criminosi, anche se su questa questione ci sarebbe molto da parlare.

Oppure potrebbero essere persone affette da forme attenuate di Disturbo Bipolare o da Ciclotimia nelle quali le fasi sub-euforiche predominano rispetto a quelle depressive.

In ogni caso si parla di persone cresciute in condizioni ambientali dove hanno potuto sviluppare cultura e un’ottima competenza sociale che riescono a finalizzare alla manipolazione ed al controllo altrui, magari passando attraverso le perverse leve della gentilezza o della seduzione.

Questo spiega come questi individui riescano a superare i crocevia di controllo che li conducono poi a governare o a comandare: spesso sembrano persone iper-attive, iper-focalizzate e molto dotate, solo ai più attenti risultano evidenti le loro qualità abnormi.

Gli psicopatici, secondo quanto stiamo descrivendo, riassumono il concetto che l’esistenza umana è un teatro nei quali gli attori possono essere solo prede o predatori.

Questo genere di persone possono essere dotate di un’affettività superficiale, ma le loro alte capacità cognitive permettono di imparare a comportarsi bene nelle situazioni sociali essendo in grado di simulare emozioni ed empatia, passando per “normali” agli occhi degli altri.

C’è chi sostiene che la categoria più diffusa tra gli psicopatici si possa trovare tra le persone di potere, dai capi di governo, dalla politica alla finanza, dalla pubblica amministrazione fino all’industria.

Robert Hare, è considerato il maggiore specialista sul tema, ed ha pubblicato il bellissimo volume “Psicopatici al potere: viaggio nel cuore oscuro dell’ambizione” che vi consiglio davvero di leggere, perché risponderà in maniera spietata a molte domande che nessuno osa fare a se stesso.

Il problema, secondo Robert Hare, ma secondi anche molti analisti e storici, è che le conseguenze di una persona psicopatica che governa non sono subito rilevabili e necessiteranno di tempo per potersi esprimere in tutto il loro potenziale di distruttività.

Molta gente che comanda, infatti, non gestisce armamenti nucleari (che sono oggetti pericolosi in maniera istantanea) ma piuttosto strategie di sviluppo, marketing, piani aziendali di rientro, politiche comunali, la sanità o l’istruzione di un paese, per cui le conseguenze nefaste di azioni scriteriate o folli si potranno rilevare solo in futuro, magari attribuendone la colpa ad altre persone.

Il lato oscuro delle persone ambiziose è forse la vera natura della loro follia: l’energia e la presunzione di essere dei veri capi è quasi sempre sufficiente a condurre delle persone ai vertici di istituzioni o paese interi? Purtroppo sembra che in molti casi sia così.

Non è difficile essere preoccupati per le teorie di Robert Hare, pensando agli effetti disastrosi di certi individui che presidiano i vertici di banche, pubbliche amministrazioni, industrie o altri gangli vitali delle nazioni, se non addirittura governanti o capi di stato.

Mio padre spesso mi ripeteva una frase che con il tempo ho imparato a riconoscere come molto vera:

“In Italia, ma forse in tutto il mondo, chi ha le caratteristiche di personalità per riuscire a raggiungere un incarico di potere, forse non dovrebbe esercitarlo. Chi ha la spinta narcisistica e la spregiudicatezza di farsi strada in ambiti dove la morale è sempre messa alla prova, dove il compromesso è la regola e la limpidezza di pensiero e di intenzioni non esiste, probabilmente non ha le qualità spirituali per essere un buon capo al di la del fatto se possegga o meno un’intelligenza adeguata. La gente dovrebbe imparare a costringere a comandare chi non vuole farlo…”

Al di la di questa grande verità, la surreale questione se le persone che ci comandano siano sane di mente o meno è, ovviamente, ancora ampiamente aperta. In particolare ancora una domanda mi parrebbe opportuna: sono i pazzi che vanno al potere oppure è il potere a rendere pazze le persone? Si è “strani” prima o si diventa “strani”?

In ogni caso se una persona vi dice che comanda solo perché è più brava e capace di altre persone… non credetegli, vi sta mentendo sapendo di mentire.

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Alcune persone mi conoscono anche come blogger o come musicista (…cercatemi su iTunes). La mia vita ruota attorno a molte cose: le neuroscienze, la psicoanalisi, la pedagogia ed il tema della formazione dell’Uomo, ma anche la musica ed il motociclismo nel mio tempo libero.
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