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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

rTMS, Stimolazione Magnetica Transcranica, nella Dipendenza da Sostanze e Gioco d’Azzardo Patologico

05/12/2017 da Valerio Rosso 1 commento

Nel trattamento delle dipendenze (alcool, nicotina, eroina, gioco d’azzardo) gli interventi psico-sociali in combinazione con le terapie psicofarmacologiche hanno mostrato risultati non completamente soddisfacenti e moderatamente efficaci. Nella possibili alternative al trattamento delle varie forme di dipendenza sono in fase di sperimentazione clinica gli utilizzi della Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva che è già stata descritta su questo blog.

Gli studi clinici basati sulle evidenze che trattano l’utilizzo della rTMS in pazienti con psicopatologie correlate alla dipendenza sono relativamente pochi. In questo filone di ricerca l’obiettivo è quello di ridurre il craving per la sostanza o la situazione patologica utilizzando la rTMS ad alta frequenza (10 o 20 Hz). Sebbene gli studi con la rTMS siano, in generale, ancora allo stato embrionale, alcuni risultati ottenuti sembrano dare speranze.

La comunicazione televisiva, avvenuta nel Novembre 2017, di Lapo Elkann che ha affermato di essere riuscito a controllare la sua personale dipendenza da sostanze grazie alla tecnica della rTMS, ha sicuramente suscitato l’interesse dell’opinione pubblica rispetto a questa metodica di trattamento.

La Stimolazione Magnetica Transcranica (“rTMS”) nella terapia delle dipendenze

L’rTMS è un trattamento basato sull’utilizzo dei campi magnetici orientati verso diverse aree del cervello e per rimodulare, tramite l’azione fisica delle onde elettromagnetiche sul tessuto nervoso, il loro equilibrio funzionale. Questa procedura sembra indurre il ripristino di produzione autonoma di dopamina, sostanza che nelle persone dipendenti da cocaina, ma anche in altri fenomeni di dipendenza, viene prodotta molto di meno.

La rTMS, in estrema sintesi, sembra poter indurre e modulare alcuni fenomeni di riorganizzazione del tessuto nervoso e, allo stesso modo, dovrebbe essere in grado di facilitare o inibire in modo selettivo alcuni circuiti neuronali.

Come conseguenza di ciò la Stimolazione Cerebrale Transcranica avrebbe quindi l’effetto di diminuire il craving (ovvero il desiderio, la brama) verso la sostanza da cui il paziente è dipendente.

In cosa consiste una seduta di rTMS? una seduta di Stimolazione Cerebrale Transcranica , avviene in ambito ambulatoriale, ed ha una durata massima di 30 minuti, non è assolutamente invasiva e può generare, non molto frequentemente, un piccolo fastidio nella zona del cranio che viene stimolata, con modalità passeggere.

La rTMS rappresenta un trattamento non farmacologico relativamente nuovo (il primo dispositivo utilizzato in clinica risale agli anni ’80) che è stato approvato dall’FDA americana, dall’Health Canada e dal NICE inglese. In generale questa tecnica non invasiva è stata utilizzata nel trattamento di disturbi sia neurologici che psichiatrici.

Sebbene questa metodica abbia le sue più importanti indicazioni nell’ambito del trattamento della depressione, sono crescenti le esperienze cliniche di trattamento della dipendenza da alcool, da nicotina e da cocaina.

Nonostante la mole di studi basati sull’evidenza a supporto di questa metodica non giustifichi ancora una completa fiducia sui possibili risultati positivi, bisogna ammettere che in letteratura si trovano numerosissimi riferimenti clinici, premesse teoriche robuste e case reports di un certo valore. Di seguito sono riportati alcuni lavori presenti in letteratura sull’argomento.

Bibliografia:

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Commenti

  1. Iolanda Marino dice

    18/12/2022 alle 9:10 am

    Puo’ funzionane nella dipendenza da eroina?

    Rispondi

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